San Ruffino, l'abbazia di Amandola dove il presepe vive tutto l'anno

S. Ruffino Madonna in Trono

L’Abbazia di San Ruffino, grazie all’impegno della Comunità e del Comune, sta diventando la porta d’ingresso culturale e storica del territorio montano di Amandola e dei Sibillini.

AMANDOLA – E’ stato il momento di chiusura di un Natale che ha coinvolto ogni angolo della montagna. Cornice d’eccezione del Presepe della resurrezione è stato il monastero di San Ruffino di Amandola. Dodici attori per un percorso che durava 12 minuti attraverso 7 stanze.

“Non ho mai visto nulla del genere; Mi sono sentita chiamata ad impegnarmi”. Questi i commenti di alcuni visitatori. Una decina le persone coinvolte della Comunità agricola di accoglienza di San Ruffino, per l’allestimento durato un mese e mezzo di lavori e anni di meditazioni spirituali. “Cristo nasce oggi nei cuori dei fedeli che lo accolgono. Il Cristo oggi si incarna di preferenza nelle donne/uomini più in difficoltà ed è lì che siamo chiamati a ri-conoscerlo. Non occorre essere dei veggenti per vederlo ogni giorno” ribadiscono gli organizzatori.

L’Abbazia di San Ruffino, grazie all’impegno della Comunità e del Comune, sta diventando la porta d’ingresso culturale e storica del territorio montano di Amandola e dei Sibillini.