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Terremoto, il piano di gestione emergenze del fermano Cardinali modello per l’Italia. Confindustria dona 1,5milioni di beni. Baban: “Ripartiamo insieme”

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Nel cuore della logistica all’interno dell’azienda Ciriaci, che ha messo a disposizione parte del magazzino per stoccare il materiale e permettere un facile accesso ai camion, si è ragionato sulle mosse necessarie.

di Raffaele Vitali

FERMO – “Diamo quello che serve, quando serve e dove serve”. Così facendo Confindustria, e in particolar modo la Piccola Industria, dal 24 agosto a oggi ha consegnato nelle zone colpite dal terremoto beni per oltre un milione e mezzo di euro. E lo ha fatto nel silenzio, pianificando ogni dettaglio.

Le buone idee varcano i confini. Roberto Cardinali, ex presidente della Piccola industria di Confindustria Fermo, oggi vice a livello regionale, nel 2012 ebbe una idea: pianificare il sistema di emergenza post crisi sul territorio. Un’idea che poi, passo dopo passo, è diventata prima regionale, avallata dal presidente Diego Mingarelli, e ora nazionale, con Alberto Baban che ha avuto da Confindustria proprio la delega al Programma Gestione Emergenze che ha come obiettivo di “creare un sistema di coordinamento strutturale tra aziende e istituzioni per sostenere i territori coinvolti in situazioni di emergenza”.

Baban ha visitato Accumoli, è passato per Pescara del Tronto, poi Ascoli, San Benedetto del Tronto e infine Piane di Moresco, dove si è confrontato con i volontari della Protezione Civile Unioni Comuni Valdaso guidata da Serenella Ciarrocchi e con il sindaco di Moresco, Marcello Splendiani che rappresentava tutte le amministrazioni. E qui, nel cuore della logistica all’interno dell’azienda Ciriaci, che ha messo a disposizione parte del magazzino per stoccare il materiale, centinaia di scatoloni, lavatrici e materiale di ogni genere che non si ferma mai per più di qualche giorno, e permettere un facile accesso ai camion, si è ragionato sulle mosse necessarie. “Anche questo è aiutare. Non immaginate l’importanza di avere un polo logistico, come spesso si sottovaluta chi mette a disposizione il trasporto” sottolinea Roberto Cardinali.

“Quando ti rendi conto che non riesci a rispondere alle esigenze non per mancanza di cose, ma per caos, non puoi che pensare a una soluzione. Il progetto Pge è anto così, con la volontà di coordinare e mettere in rete la solidarietà. E non immaginate di quanta ce ne sia tra gli imprenditori” prosegue Cardinali. E così è stato fatto nel 2012, con i primi aiuti per le zone Emiliane e così viene fatto dal 25 agosto. “Due, tre consegne al giorno stiamo gestendo. E tutto passa per questo centro logistico. Noi e la Protezione civile pianifichiamo. Loro sono la lunga mano sul territorio, noi abbiamo il polso delle imprese. Sia di quelle danneggiate, sia di quelle che vogliono aiutare. Nascono così richieste, legate a effettive necessità, e poi le consegne” prosegue Mingarelli.

Come quelle di oggi, dei funghi caloriferi, materiale didattico e ludico per la scuola di Pievebovigliana e, soprattutto, un pick-up per la Protezione Civile di Parma con cui i volontari dell’Unione Valdaso hanno creato un rapporto di grande collaborazione. “Volevo vedere con i miei occhi, capire la violenza della natura e soprattutto ascoltare. Così – spiega Alberto Baban, presidente della Piccola Industria Nazionale – da poter parlare con ancora maggiore concretezza con le 155mila aziende di Confindustria che sono pronte ad aiutare chi è in difficoltà. Questo è un progetto pragmatico che parte dalla gestione dell’emergenza, ma che guarda al dopo. Far ripartire il tessuto economico è fondamentale per far vivere un territorio”. A questo si aggiunge anche l’attività formativa e di consulenza che il mondo di Confindustria può fornire al di fuori dell’emergenza: “Questa è partecipazione attiva. E se sono qui è anche per dire grazie ai volontari”.

Funziona il sistema ideato da Cardinali e cresce: “Una solidarietà organizzata era il nostro obiettivo. Esserci riusciti a rendere qualcosa di locale, nato a Fermo, in Nazionale è motivo di orgoglio ed efficienza. Avanti così” chiosa il presidente regionale Dario Mingarelli. Baban ha infine annunciato che tornerà il 17 dicembre assieme al presidente di Confindustria Nazionale, Boccia, “perché fino a che non si vede non si riesce a comprendere la gravità di quanto è accaduto. E solo ascoltando chi vive e prova a fare impresa nei luoghi martoriati si può scegliere la migliore strategia per ripartire”.

@raffaelevitali redazione@laprovinciadifermo.com 

 

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