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Sms, telefonate e minacce: l'amico diventa estorsore. Giorni da incubo per un commerciante di Pedaso

polizia di notte

Si arriva così al 16 novembre, giorno dell’episodio più inquietante. Al cellulare della fidanza arriva un sms da parte dell’estorsore che chiedeva di riaccendere il cellulare al commerciante.

PEDASO - Vatti a fidare degli amici. Rimpiangerà a lungo quel giorno in cui, fidandosi dell’amico, un commerciante di Pedaso gli ha raccontato di alcuni problemi nel riscuotere assegni da qualche cliente. Da quel giorno ha vissuto sette giorni fa incubo, fino a quando la Polizia, dopo la denuncia fatta il 19 novembre, non ha messo fine alle vessazioni di due estorsori, violenti e minacciosi, con un blitz.

In Commissariato il commerciante ha raccontato il suo calvario iniziato i primi di novembre quando, mentre si trovava all’interno della sua attività commerciale, è entrato un suo conoscente con un’altra persona che non conosceva. “Avevano iniziato a parlare e nell’occasione il commerciante aveva confidato ai due della sua impossibilità di riscuotere alcuni crediti che ventava nei confronti di alcuni clienti. A quale punto l’uomo che il commerciante conosceva, asserendo di essere in ottimi rapporti con un legale di Macerata, si era proposto quale intermediario con il legale” spiega la Polizia.

A quel punto il commerciante ha fotocopiato gli assegni non riscossi in modo che l’amico potesse far fare all’avvocato un calcolo sui possibili costi di un’azione giudiziaria. Peccato che, invece, la prima telefonata ricevuta dalla persona entrata in negozio con il suo amico, si stata fatta con altre due persone per richiedere di alcune somme di denaro, avvalorate da una telefonata del legale che chiedeva a copertura dell’inizio del lavoro delle somme.

Non ricevendo pronta risposta, queste persone hanno iniziato a minacciare il commerciante: “In particolare minacciavano di fare del male sia a lui che alla sua famiglia ed anche di bruciare le sue attività commerciali”. Il commerciante, alla fine, cedeva e pagava i primi tremila euro.

Si arriva così al 16 novembre, giorno dell’episodio più inquietante. Al cellulare della fidanza arriva un sms da parte dell’estorsore che chiedeva di riaccendere il cellulare al commerciante. Uscito fuori di casa veniva tempestato di sms e chiamate: volevano altri soldi e subito dandogli appuntamento lungo la Valdaso. Arrivato sul posto, la macchina del commerciante veniva bloccata da due vetture da cui scendevano diverse persone minacciose che in pochi attimi gli portavano via tutti i soldi che aveva, altri tremila euro.

Il giorno seguente, non ancora soddisfatti, gli estortori hanno ricominciato a chiamarlo chiedendo ulteriore denaro. Disperato, il commerciante ha prima chiamato l’avvocato, che ha negato di essere mai stato contattato e su consigli del legale ha deciso con coraggio di chiamare la Polizia. A convincere però il commerciante è stata l’ennesima minaccia, questa vola fatta al fratello: “Picchiamo te e tutta la vostra famiglia”.

Da qui la denuncia in questura e il blitz, con gli uomini del commissariato di Fermo che sono intervenuti al luogo dell’appuntamento della nuova consegna di denaro nel negozio del commerciante. I poliziotti appostati hanno potuto seguire tutta la vicenda e intervenire al momento del consegna. I due, M.B. di anni 35 anni e G.C di anni 42 entrambi domiciliati a Fermo, sono stati arrestati e messi a disposizione della Procura di Fermo.

r.vit.

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