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Crollano le torri di Monsampietro Morico, si svuota il centro e si muovono gli sciacalli. Gualtieri guida la rivolta dei piccoli

rominagualtieri

È carica il sindaco, che si fa forza per i suoi cittadini: “Non mi sento abbandonata, più arrabbiata”.

MONSAMPIETRO MORICO – “La situazione è andata a peggiorare, quella di ieri mattina ha determinato il colpo finale”. Romina Gualtieri è infuriata. Il suo comune, Monsampietro Morico, è allo stremo. “Affronto tutto con due dipendenti in pianta organica. Per fortuna i vigili del fuoco e i volontari della protezione civile, nostri e dei paesi vicini. Ma forse non ci si rende conto della situazione che viviamo”.

Il sindaco è uscita dall’incontro con la Prefettura e i vertici della Protezione Civile nazionale ancora più carica: “Abbiamo dovuto perimetrare tutto il centro. Sono crollati i torricini del castello medievale. Tutta la via centrale è interdetta. Ho oltre 100 evacuati, intere famiglie. E ora sta crollando l’unico campanile, oltre a essere a rischio il comune. Anche la chiesa di San Francesco è inagile”.

E poi c’è Sant’Elpidio Morico: “L’unica cosa che ha retto sono le torri campanarie che avevamo messo in sicurezza poco prima della scossa del 26 di ottobre. Ma è crollata la sede della protezione civile”. Di frotne a sé ha due centri completamente rossi e interdetti. “Gli sfollati sono ospitati nel salone del Tamarindo e devo dire grazie agli chalet che mi hanno fornito i lettini visto che le brandine non erano disponibili”.

Ci sono numerose famiglie che stanno cercando di recuperare medicinali: “Quello che chiedo è almeno sicurezza. Non abbiamo forze dell’ordine in grado e ieri abbiamo sventato furti di persone che entravano in case abbandonate”. UN comune con neonati sfollati e una signora di 106 anni “che ho sistemato ieri io su un lettino. Mi ha toccato il cuore. Come mi ha fatto male dover mandare una decina di cittadini all’Holiday”. Aspettano i tecnici: “Ci dicano come risolvere in primis la situazione delle vite. None esistono cittadini di serie A e B, soprattutto chi ha scelto di rimanere nei borghi e territori. Noi siamo custodi di una cultura che è un vanto. Abbiamo un castello e una chiesa che custodisce il Crivelli. Patrimonio umano e storico che va tutelato e protetto”. È carica il sindaco, che si fa forza per i suoi cittadini: “Non mi sento abbandonata, più arrabbiata”.

Raffaele Vitali

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