Biologico, la parola magica che unisce qualità e business: vino e cibo ad Altidona

CONFBIOFESTIVAL2019024

L’inizio del Biofestival è per le 18. “Qui ci sono impegno e tenacia nel portare avanti valori e principi così importanti come la biodiversità dei prodotti e l'importanza dei metodi di coltivazione biologica" sottolinea la Canigola.

MARINA DI ALTIDONA – Dici bio e leggi qualità. Ancora di più se a organizzare il festival c’è l’Aiab Marche. Una tre giorni ricca, piena di appuntamenti e lavoratori, che ha avuto una sua anteprima con la selezione dei vini biologici. Si sono presentate 80 etichette, un record, a riprova dell’importanza del settore bio nel vino: “Da quello che sostengono i consorzi di tutela, le province di Ascoli Piceno e Fermo, sono il territorio più certificato delle Marche in bio e in Italia: il 70% delle aziende ormai produce vino biologico” spiga Stefano Isidori, presidente dei sommelier.

Non è un vezzo, ma un vero business: “Un riconoscimento richiesto anche al di fuori dell'Italia, soprattutto nei paesi scandinavi che sono molto interessati anche a capire come avviene la trasformazione del prodotto”. “Quando abbiamo iniziato il percorso del biologico- spiega Cristina Murri, vicepresidente Aiab - il regolamento ancora non c'era, il vino ha avuto molte problematiche nell'inserimento perché all'inizio era difficile da ottenere e non era neanche di una qualità eccelsa. Invece, nel corso degli anni è sempre migliorato nella qualità e in questo concorso che facciamo da sei anni, abbiamo visto partecipare sempre più aziende e cantine entrate in questo metodo di certificazione”.

L’inizio del Biofestival è per oggi in piazza Garibaldi. “Qui ci sono impegno e tenacia nel portare avanti valori e principi così importanti come la biodiversità dei prodotti e l'importanza dei metodi di coltivazione biologica che arricchiscono la cultura agricola del nostro splendido territorio salvaguardandone tradizione, colture, consapevolezza nei consumi e qualità dell'offerta” sottolinea Moira Canigola, presidente della provincia di Fermo e supporter del festival.

il primo laboratorio, ore 21, riguarda il peperoncino piccante a cura di Antonio Germani de La casetta bio, domani alle 18 Il bio orto a cura di Legambiente Marche seguito alle 21 dal laboratorio su I grani antichi con Bruno Amurri, per concludere con l'abilità di Betta e Patrizia alle 19.30 con Il bio profumo... un fuso di lavanda.

Poi convegni, a cominciare da quello sui contratti di filiera per arrivare a “come coltivare la salute” insieme alla nutrizionista Renata Alleva e alla produzione del vino con il presidente Isidori. Nel mentre, ovviamente, leccornie per tutti i tipi: la pro loco di Altidona cucinerà la polenta con il mais Otto file biologico di un'azienda di Monte Monaco anche per favorire le aziende colpite dal terremoto, ci saranno gli hamburger dell'allevamento di scottona, la carne da un'azienda biologica di Grottazzolina, la cipolla rossa di Pedaso, ci sarà il meloncino di Massignano come biodiversità agraria delle Marche. Menu bio: polenta a ragù di scottona; fantasia di ceci bianchi e neri; farro con frecantò; carne arrosto (agnello e salsiccia); pane con salsiccia; verdure gratinate; frecantò; biscottini e vino cotto; meloncino di Massignano.