A Ortezzano pensare si può: 300 persone per ascoltare due filosofi e un teologo

CONFERENZA MANCUSO E ALTRI 1

Iniziativa di Wega. “Ci si adatta ai vari sistemi di potere della società quando le relazioni umane vengono considerate inaffidabili, ed esso si annida dove c’è disprezzo dell’essere umano chiuso nell’individualismo".

Ortezzano – C’è sete di cultura nel Fermano. La riprova arriva da Ortezzano, arriva dalle iniziative che organizza Domenico Baratto con l’associazione Wega. Vedere 300 persone in un pomeriggio d’agosto che ascoltare due filosi, un teologo e un giornalista fa bene sperare. Non di solo sagre, piacevoli e coinvolgenti, vive l’uomo.

“La via dell’umanità che ognuno può seguire? Diventare migliori. Come? Immergendosi totalmente nelle cose immortali del mondo: bellezza, natura, musica, arte, poi coltivare la mitezza, l’empatia, la giustizia, la misericordia, la purezza di cuore. Mettere ordine nel caos interiore” ha ribadito Vito Mancuso affiancato da Roberto Mancini, Alberto Maggi e Vincenzo Varagona.

Da Ortezzano arriva un messaggio chiaro: il cambiamento non deve fare paura. “Tutto il vangelo è un invito al cambiamento - rimarca padre Maggi – e per farlo bisogna riconvertire alcuni aspetti, come l’avere col condividere, il salire come individualismo ed egoismo con lo scendere ovvero rendersi umili, il comandare con il mettersi al servizio”. Mentre in tanti si affidano al potere: “Ci si adatta ai vari sistemi di potere della società quando le relazioni umane vengono considerate inaffidabili, ed esso si annida dove c’è disprezzo dell’essere umano chiuso nell’individualismo. Diventare adulti significa interiorizzare la logica dell’insieme. La guarigione dalla dissonanza con la propria interiorità schiava di sistemi di potere manipolatori (finanza, tecnocrazia, sistema dei media, rete della burocrazia, geopolitica come rissa permanente), avviene quando si fa esperienza dell’accoglienza, si recupera il contatto umano, la gratuità” ha concluso Mancini prima di lasciare il palco a Ricky Portera, uno dei più grandi chitarristi italiani, che ha suonato e presentato il libro scritto dalla giornalista Paola Pieragostini.