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Il sogno diventa realtà. Concetti: la cipolla rossa di Pedaso sta per diventare un presidio mondiale Slow Food

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Un lungo lavoro e poi la consapevolezza da parte dei cittadini, con la cipolla nei supermercati tra Civitanova e Ascoli Piceno si trova.

PEDASO – “Ci lavoro da quando ero assessore all’ambiente. È dal 2012 che è iniziato il percorso, aver ora ricevuto la visita dei responsabili dei presidi Slow Food è un grande passo avanti per la nostra cipolla rossa”. A parlare è Paolo Concetti, ex amministratore del comune di Pedaso, oggi fiduciario della Condotta Slow Food del Fermano. da un’idea è nato un progetto che ha vissuto diverse tappe. “Nel 2015 fondamentale è stato il riconoscimento di semente autoctono della regione Marche e il riconoscimento della banca del seme di Monsampolo”.

Da lì, partendo dall’azienda Arturo Ferretti di Pedaso, che ha creduto fin dall’inizio nelal cipolla rossa piatta, si sono sviluppate nuove imprese, da Rasoterra a Nuove Radici e infine Maivo. È cresciuta la produzione e la consapevolezza nel prodotto”. Che funzioni lo si è capito quando gli chef hanno iniziato a usarla: “Il commento tipo era ‘spettacolare’ e ora è nelal carta di tanti”. Entusiasta Aurelio Damiani, Rosaria Morganti l’ha inserita nel menu. “L’hanno provata Enrico Recanati e Nikita, la usa Mazzaroni, per stare agli chef in zona”.

E poi la consapevolezza da parte dei cittadini, con la cipolla nei supermercati tra Civitanova e Ascoli Piceno si trova. “Da quando sono fiduciario ho spinto molto per il presidio che è un’acetificazione di qualità del prodotto e della qualità ambientale di produzione. Il bello è che è una certificazione a livello internazionale. Quindi la cipolla rossa piata di Pedaso sarà letta da Tokyo all’Australia”. Per tutto questo manca poco. “C’è un tavolo con Slow Food i produttori, avviato con la prima cena di finanziamento di settembre insieme con amministrazione comunale e Pro loco”.

Costa diventare presidio, anche per questo le cene di finanziamento. “Ci sono documenti e scelte da prendere. Non ce lo aspettavamo tanto lavoro. Ma quando abbiamo ricevuto la visita dei responsabili nazionali per i presidi a Pedaso abbiamo capito che la strada era giusta. Ci hanno chiamato e ci hanno chiesto di vedere i produttori, senza preavviso. Sono rimasti entusiasti dalla storia. Un conto è sentirla raccontare, un altro vedere coni propri occhi chi ha tenuto viva una tradizione nata a fine 800 e che rivive grazie a giovani agricoltori che investono per salvaguardare prodotto e biodiversità” prosegue Concetti. La cipolla piatta è infatti un biotipo. Tempistiche? “Entro l’anno”.

Raffaele Vitali

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