In volo sulla Valdaso: otto comuni, un video e l'emozione di vivere un territorio

turis5

Il finanziamento regionale è di 12mila euro, ventimila euro le spese totali rendicontate grazie al supporto degli otto comuni. “Ma se contassimo ore lavorate e volontariato, parleremmo di mezzo milione di euro per questo progetto” ribadisce grintosa Antonella Nonnis.

di Raffaele Vitali

ALTIDONA – Il rumore dell’acqua, il volo degli uccelli, la mano che passa in mezzo al grano, le vedute e le improvvise virate tra torri e vigne, la telecamera che supera porte diverse e colorate prima di entrare in una delle tante chiese gioiello e poi riperdersi tra il cibo, che sia un formaggio, un maccheroncino o un pesce appena pescato, magari destinato alla polenta. Tutto questo fa parte del video che ha nella storia, Monte Rinaldo è il riferimento, il filo conduttore che diventa la base del percorso che nel video percorre un uomo correndo. E che fa pensare al viaggio nel tempo di Nepi, che da nome di illustre cittadino diventa acronimo: nutrire essere piacere con le idee.

Un video frutto di progetto che ha avuto una lunga gestazione, un anno. Ma non deve stupire: 16 partner, otto comuni (Altidona, Pedaso, Monte Rinaldo, Monterubbiano, Petritoli, Moresco, Campofilone e Ortezzano) e otto privati. Il filo conduttore è l’Ecomuseo, che ha aperto poi ai comuni di Pedaso e Petritoli entrati nella struttura guidata dalla Nonnis. “Ma i veri protagonisti sono i giovani” spiega la sindaca padrona di casa, Giuliana Porrà. Immancabili le Pro Loco, Ortenzia e l’associazione Altidona Belvedere che con i suoi scatti racconta gli angoli più belli.

Tre filoni: ‘di storia in storia’, racconto video di 3 intensi minuti e fotografie, ‘di paese in paese’, racconto orale, ‘di bocca in bocca’, con l’utilizzo dei social e canali mediatici. È nato così il ‘progetto Nepi’ che partendo da Altidona è diventato un cultore della Valdaso. “Lui ci ha ispirato e soprattutto ha dato il là ai giovani che hanno rieditato gli scritti di Nepi”. È nato un promo emozionale realizzato con un drone e un piano con otto sezioni, ognuna per ogni comune aderente al progetto. “All’interno frasi, detti e citazioni che anche i giovani amministratori hanno fatto proprie per raccontare le storie del paese di appartenenza con storie e ricette”.

Non sono mancate le difficoltà, principalmente di tipo territoriale: “Non semplice collegare ogni piccolo comune, ma poi la voglia dei giovani ha superato i confini”. La Nonnis aggiunge: “È la seconda tappa del progetto. All’inizio abbiamo inserito 4 borsisti, gli eco ragazzi, con cui abbiamo costruito quello che oggi è diventato realtà: un quaderno dell’ecomuseo. Al centro sempre le caratteristiche di ogni realtà, ma soprattutto l’Aso”.

Il finanziamento regionale è di 12mila euro, ventimila euro le spese totali rendicontate grazie al supporto degli otto comuni. “Ma se contassimo ore lavorate e volontariato, parleremmo di mezzo milione di euro per questo progetto” ribadisce grintosa Antonella Nonnis.  Andrea Marsili è il portavoce dei giovani della Valdaso. Ma ormai del Fermano visto che con il suo TurisMarche gira ogni angolo del territorio. “L’Aso unisce mare e Sibillini, ci ha stimolato. Rielaborare i testi di Nepi per realizzare uno storytelling innovativo ed emozionale. Un anno di incontri tra i tanti ragazzi, che ha permesso anche una rete di professionalità”. È soddisfatto del risultato, il video potrà colpire, non appena sarà online, e così la brochure scaricabile dal sito dell’Ecomuseo con le foto “che saranno la base di un’idea da sviluppare proprio grazie ai giovani che  passano ore tra i nostri archivi emozionandosi e scoprendo quello che non conoscevano” aggiunge in chiusura Pacifico che racchiude nella fototeca la memoria storica della provincia e che con 20 foto ha pianificato una mini mostra che girerà tra gli otto comuni, con la speranza di farla diventare una grande esposizione “con pezzi di vita della nostra terra”.