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Il cielo è rosso sopra Sant'Elpidio: San Giovanni vince la Contesa del Secchio VIDEO

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In campo volano gli spintoni, ci sono tutti alla Neimar dopo pseudo contatti, ma è tra il pubblico che si infervora il clima: insulti, urla, proteste e cori contro l’arbitro o l’odiata contrada avversaria.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Vola un’aquila nera nel cielo rosso di Sant’Elpidio a Mare. Sugli spalti non c’è partita, San Giovanni e Sant’Elpidio dominano. In campo però si parte tutti dallo zero a zero, senza fumogeni e tamburi.

L’amicizia dura il tempo del giuramento, quando i quattro capitani insieme alzano il secchio, senza poterlo strappare e portare nella propria contrada. La Contesa del Secchio partita nel segno del fair play, con il ricordo dei tanti scomparsi, dall’imprenditore Vittorio Virgili al 23enne Federico Salvucci, cambia ritmo con l’ingresso in campo di Santa Maria, che non vince dal 2004, e San Martino, che ha vinto nel 2016 l’ultimo secchio con tutte le targhette, diventate poi motivo di tensioni e denunce sanate con un grande lavoro di Comune, Ente contesa e priori. E sono proprio loro le prime sfidanti.

Quattro secondi che sembrano una eternità: è il tempo medio che impiega una squadra per arrivare, con almeno tre passaggi, alla linea di tiro. Tiro, pozzo o penalità son le parole che pronuncia l’arbitro. Si corre, e tanto, sulla polvere del Mandozzi che nel giorno della Contesa torna ai fasti storici delle partite dell’Elpidiense. Il pubblico è caldo, gremita la tribuna, tanti i ‘portoghesi’ posizionati sul lato scosceso della scarpata di viale Roma. Alle 20,12 la campanella d'inizio con il primo pozzo dei verdi, la contesa è davvero partita.

Per i gialli di Sant’Elpidio, campioni in carica, più agonismo che tecnica. Santa Maria parte sempre bene, poi cala nel finale, da qui il ko con San Martino che rischiava di bissare con i coriacei scorpioni. San Giovanni riesce ad andare a un ritmo più lento di Sant’Elpidio e il pozzo la condanna, ma ci pensa poi Santa Maria nella seconda partita a ridare linfa all’aquila rossonera che fa sognare i tifosi con un clamoroso126.

In campo volano gli spintoni, ci sono tutti alla Neimar dopo pseudo contatti, ma è tra il pubblico che si infervora il clima: insulti, urla, proteste e cori contro l’arbitro o l’odiata contrada avversaria.

La Contesa, prima del match finale tra San Martino e San Giovanni, che tutto si può dire fuorché si amino, si chiude con la risicata vittoria di Sant’Elpidio nella loro terza ultima gara da campioni. Serviva un exploit per far tremare i rossi di San Giovanni, ma le gambe non hanno retto e Santa Maria, fuori dai giochi, ha onrato il pozzo non lasciando un centimetro libero agli avversari.

Quando sono entrate in campo le ultime due contrade la tensione era alle stelle, San Giovanni, allenata da Pierpaolo Pierleoni scalpitante fuori dal campo, aveva in mano la possibilità di interrompere la striscia di sette sconfitte consecutive, di cui spesso per un paio di pozzi. Uno scorretto tifoso della Sant’Elpidio ha provato a rovinare la contesa, lanciando un fumogeno acceso tra i piedi del tiratore di San Giovanni, ma dopo un minuto di sospensione, qualche contatto in tribuna, tutto riparte e torna la pace iniziale. Per vincere a San Martino serviva una partita da oltre 130 punti, ai rossi bastava un normalissimo 70. “Rossi, rossi, rossi” urla il pubblico e i giocatori diventano cecchini infallibili pronti a punire ogni penalità dei battaglieri verdi. Trionfo, 102 a 92, festa e un solo grido: il cielo è rosso sopra Sant’Elpidio. E la presidnete Maide Bracciotti può correre ad abbracciare tutti in mezzo al campo guardando quello striscione in tribuna con scritto "Artiglialo e riprendilo" che ha dato forza alle sue aquile.

Se il gioco ha esaltato il pubblico, il corteggio l’ha emozionato. Abiti splendidi, ispirati ai quadri più importanti del 400 conservati tra Metrpolitan Museum, Louvre e National Gallery. Tra i tanti abiti debutta quello del podestà Alessio Terrenzi, rosso e bianco con un lungo copricapo, mentre incassa applausi la coppia regale della delegazione del Porto, il sindaco Nazareno Franchellucci con la moglie Federica.

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