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Diego Della Valle a tutto campo: "Salvini e Di Maio? Facciamoli lavorare. Ma basta con 'lo spacchiamo il mondo'"

Diego Della Valle Andrea Della Valle3

Mister Tod's a DiMartedì. Giusto chiudere i porti? “Il fatto che ci devono dare una mano è indubbio e non fatto eccezionale. Subiamo più di tutti questo problema" E su Renzi...

SANT’ELPIDIO A MARE – Diego Della Valle, il patron della Tod's, a Di Martedì parla a tutto campo e parte dalla vicenda Aquarius.

Giusto chiudere i porti?

“Il fatto che ci devono dare una mano è indubbio e non fatto eccezionale. Subiamo più di tutti questo problema. Il fatto di chiudere i porti di fronte a una nave piena di bambini è inaccettabile. Bisogna stare attenti”.

Secondo molti è l’immagine del nuovo Governo, fatta di grandi annunci ma che poi si perde nella pratica della strategia. Che immagine ha del Governo?

“Che ha preso molti voti a prestito. Non sono tutti loro. Buona parte sono quelli degli italiani stanchi del vecchio modo di fare politica che hanno detto ‘arrivano questi ragazzi, proviamoli visto che dicono cose precise’. Tanto male che vada peggio di così non poteva andare. È questo uno dei pensieri”.

È vero che peggio non può andare?

“I loro voti non sono così tanti, sono il frutto di un voto di protesta. Poi, a bocce ferme, le elezioni le hanno vinte, il Governo c’è, un documento pronto. Vediamo come lavorano. Se non sono bravi faranno come gli altri e vanno a casa”.

Giusto definirli populisti come fanno all’estero?

“La verità è che fuori dall’Italia non si parla molto del nostro mondo politico. Il Governo è fatto di gente che dice cose precise a voce alta, interpretando il malumore di un Paese. Che ha un grande malumore, ma è gente pacifica e civile. Quindi non trasformiamo il tutto in campagna elettorale continua, altrimenti ci si stanca”.

Bella idea quella di un contratto, perché?

“E’ la prima volta che delle forze politiche si mettono insieme con idee chiare”.

Contratto costoso, non trova?

“Abbiamo un vantaggio. In uno – due mesi ci faranno capire quello che si può fare. Il Governo c’è, forte o debole, fatto di finti amici che come alla Milano Sanremo aspettano il traguardo per staccare l’altro, ma diamogli il beneficio di poter tentare”.

Possibile la Flat tax?

“Se hanno la bacchetta magica…io non ho votato perché non ho visto nulla che mi convincesse, ma voglio dargli una possibilità”.

Lega e 5 Stelle sono la stessa cosa?

“Da uomo della strada si capiscono poco differenze e assonanze. In campagna elettorale hanno puntato a ‘chi la dice più grossa’. Vedo critiche preconcette, proviamo a essere obiettivi”.

Lei li assumerebbe Salvini e Di Maio?

“In base ai ruoli guardiamo ai curriculum ma poi ci parliamo per valutarli. Il nostro è un Paese in cui i giovani attendono un lavoro e non mezzo, dove i paesi piccoli vorrebbero lasciare le chiavi sulla porta. Cose che gli italiani normali si aspettano, dobbiamo fare in modo che accadano, che avvengano”.

Hanno promesso troppo?

“Mi aspetto soluzioni, le hanno annunciate”.

Renzi ha fatto un passo indietro, ‘che peccato’ o ‘giusto così’?

“Ho detto che peccato perché non credo che un ragazzo di 42 anni non abbia più prospettive politiche. Capitano degli stop, se riflette bene possono diventare importanti per crescere”.

Cosa ha sbagliato?

“Siamo amici da 20 anni. L’euforia l’ha portato a pensare di poter fare tante cose buone senza curarsi del consenso attorno. L’intento c’era, va detto che ora senza di lui abbiamo tanti giovani che fanno politica”.

Ma c’è anche Berlusconi, che farà il presidente?

“Dico sempre: attenzione, Berlusconi è speciale nel bene e nel male. Sottovalutarlo è un errore. Ma anche esteticamente, e vale anche per me, di fronte ha dei 30enni e 40enni: cominciamo a essere datati. La cosa migliore è far lavorare loro e consigliarli con la nostra esperienza”.

La preoccupano lo spread e le borse che si abbassano?

“Lo spread è preoccupante perché poi condiziona la vita delle persone semplici e poi delle imprese. Non si può prescindere. In Europa battendo i pugni non raggiungiamo nessuno, anche perché i nostri sono piccoli. Andarci con un network di politici disposto a fare lobby positiva ci serve. Ma è diversa dall’annunciare tutte le mattine che spacchiamo il mondo”.

Raffaele Vitali

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