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Il punto. Violenza omicida a S.Elpidio. Caccia a tre italiani con accento del sud. Il sindaco: "Siamo impotenti"

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Ha lottato il 65enne prima di essere bloccato. La speranza degli inquirenti, sul posto i carabinieri e la scientifica, è che sotto le unghie siano rimasti dei brandelli di pelle per risalire al colpevole.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Violenza pura. Non è un purtroppo il film Arancia Meccanica, ma una vera tragedia quella che è capitata a Sant’Elpidio a Mare. Un uomo, Stefano Marilungo, è morto al termine di una rapina. L’hanno picchiato, legato e imbavagliato dentro la sua casa, in pieno pomeriggio, sotto la luce del sole.

Non volevano ucciderlo, ma così è finita, perché l'intento era fargli male per farlo parlare e consegnare oro e soldi. Sono entrati in tre, accento italiano del sud Italia, dopo aver suonato alla porta di casa. Ha aperto senza esitare l’imprenditore, che gestisce le onoranze funebri di famiglia insieme al fratello maggiore Sergio, perché potevano essere dei clienti come tanti altri e invece. I tre delinquenti avevano calcolato tutto. Una volta dentro l’hanno colpito nel magazzino delle bare, ma prima di riuscire a immobilizzarlo lui ha chiamato aiuto e il fratello è sceso dall’appartamento al piano superiore. Hanno bloccato anche lui, picchiandolo e poi legandolo mani e piedi, tappando la bocca con lo scotch. E proprio questo potrebbe essere stato letale per Stefano.

Ha lottato il 65enne prima di essere bloccato. La speranza degli inquirenti, sul posto i carabinieri e la scientifica, è che sotto le unghie sue e del fratello siano rimasti dei brandelli di pelle per risalire al colpevole. Per questo Sergio è rimasto per oltre un’ora dentro l’ambulanza, per aspettare gli esperti che dovevano completare i rilievi.

La zona è una delle più trafficate, in questi giorni, della città. Perché i lavori per la rotonda fanno convogliare le auto proprio in via Adige. Tra l’altro la casa dei Marilungo è circondata da altre abitazioni. Insomma, non il classico luogo isolato. Per di più a riprova della sfrontatezza dei rapinatori, in corso c’era anche il funerale di Tirabassi, molto partecipato, a poche centinaia di metri. “ma niente, non hanno avuto paura di nulla e di nessuno” commenta il sindaco Alessio Terrenzi.

Al primo cittadino è arrivata la chiamata del prefetto Maria Luisa D’Alessandro che si è subito interessata. Voleva capire e dare il suo sostegno al sindaco. “che dire, abbiamo il miglior sistema di videosorveglianza, erano l e16 30 del pomeriggio, pattuglie in circolazione, neppure l’esercito li avrebbe fermati. perché avevano previsto tutto. Ma spero che non abbaiano calcolato bene le nostre telecamere”. Questo lo diranno le indagini, resta il morto, resta la paura. “Lo ammetto, è la prima volta che mi sento impotente. Perché quando pensi di avere organizzato la miglior difesa per la tua città, accade un fatto come questo. Inspiegabile nei modi, se non fosse che i rapinatori hanno puntato su due imprenditori forse nella speranza di trovare più materiale prezioso”.

Importante sarà la testimonianza del fratello Sergio. “Per fortuna è lucido, è stato colpito ma sta bene” precisa il primo cittadino. Che non volessero uccidere lo dimostra il fatto che il fratello li ha potuti vedere tranquillamente in volto. Ma tra colpi violenti e bocca chiusa con lo scotch, Stefano Marilungo non ce l’ha fatta. E quindi ora si cercano degli omicidi.

@raffaelevitali

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