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La Fiat lascia Rcs, Della Valle diventa primo azionista. Ma la Borsa scommette su Cairo

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Una volta uscita di scena Fca, il primo singolo azionista di tipo "industriale" di Rcs diventa Della Valle (7,3%). Subito dopo il patron della Tod's c'è Schroders.


di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – La Fiat se ne va e lo scettro del comando dentro Rcs Mediagroup passa a Diego Della Valle. Il primo azionista "industriale" del gruppo editoriale, dopo l’accordo tra Cir e Fca che prevede la fusione di Itedi (che detiene i quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX) con il Gruppo Editoriale L'Espresso (Repubblica), sarà proprio mister Tod’s.

Fca, alias Fiat, detiene il 16,7% di azioni. La parte più consistente andrà ad Exor (a cui fa capo il 30% circa di Fca), che ha già a sua volta annunciato l'intenzione di venderla. Il resto verrà frazionato tra una miriade di azionisti di Fca, il maggiore dei quali è il fondo scozzese Baillie Gifford (sopra il 5%). Una volta uscita di scena Fca, il primo singolo azionista di tipo "industriale" di Rcs diventa Della Valle (7,3%). Subito dopo il patron della Tod's c'è Schroders (accreditato di un 5%), che fa parte dello stesso conglomerato del fondo Vanguard (2,3% circa). Ma entrambi questi due azionisti, che detengono peraltro pacchetti di titoli Fca in misura marginale, sono di natura tipicamente finanziaria. Vero azionista è Urbano Cairo con il suo 4.6%,

Diego Della Valle in passato aveva provato a scalare posizioni, ma nessuno si era reso disponibile a cedere quote societarie sufficienti. Ora, il pallino torna nelle sue mani proprio per decisione degli ex nemici. Due anni fa, era l’11 febbraio 2014, il patron di Hogan scosse il mondo mediatico con uno scontro verbale molto forte con John Elkann a cui contestava le ultime decisioni assunte per il gruppo, dalla vendita degli immobili all’aumento di capitale: “Elkann venga a vedere la mia azienda. Potrebbe anche rimanere in Tod’s per uno stage, visto che ha molto tempo libero, così potrà imparare cosa vuol dire lavorare per davvero”.

Da oggi non potrà più dissertare con l'erede di casa Agnelli per le decisioni del gruppo che l’imprenditore di Casette ha sempre visto troppo legato al gruppo Intesa San Paolo, vero braccio destro di casa Fiat dentro Rcs.

A chi andranno le azioni di Fca? A Piazza Affari dopo lo storico annuncio della fusione i titoli L'Espresso e Rcs erano balzati in alto del 15,89% e del 7,21%, ma oggi la performance è già cambiata con il gruppo di via Solferino scivolato di oltre sette punti percentuali. Per il mondo della finanza l’attenzione è ora rivolta a Rcs, con l'assetto proprietario del dopo Fiat tutto da definire e riscrivere.

"Con il disimpegno del principale azionista di riferimento del gruppo di fatto Rcs diventa realmente contendibile e riteniamo importante verificare chi sarà il nuovo azionista di riferimento del gruppo", afferma Equita. Fca ha già annunciato che distribuirà ai propri soci il 16% attualmente in suo possesso ed Exor, a sua volta, cederà sul mercato la propria quota del 5%. "La notizia è negativa per Rcs - spiegano gli analisti di Equita Sim - perché il gruppo Fiat/Exor si disimpegna dall'azionariato e perché si crea overhang sul titolo, seppure la distribuzione di azioni da parte di Fiat sia nel primo trimestre 2017".

E allora, chi si rafforzerà secondo gli analisti è Umberto Cairo, l’uomo dei magazine che un anno fa, aprile 2015, Della Valle accolse così: “Arriviamo all’assemblea dopo un buon lavoro, con un piano aziendale che prevede un Cda indipendente e con persone capaci. L’azienda deve avere una sua autonomia, con un Ad e un presidente forti e preparati.ad oggi davanti a me vedo un gruppo che sta rimettendo Rcs in carreggiata. In questo contesto, se Urbano Cairo avesse davvero l’intenzione di entrare, non ci vedo nulla di male. Anzi, sono contento perché Urbano conosce il mestiere”. Secondo gli analisti il futuro di Rcs potrebbe essere una aggregazione con il gruppo Cairo che "ha forte credibilità nel generare efficienze, che potrebbero emergere se prendesse il controllo di Rcs”. Vedremo che ne penserà mister Tod’s, prossimo primo azionista del Corriere della Sera e non solo.

@raffaelevitali 

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