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Giovane e impegnato, l'elpidiense dell'anno è Pettinari, il giornalista che racconta la mafia

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“Non potevi che essere tu che con il tuo lavoro di inchiesta hai dato lustro alla nostra città”, sono le parole di Alessandra Gramigna, presidente dell’Ente Contesa, che lo aspetta sul palco con in mano il premio.

SANT’ELPIDIO A MARE – È tornato da Palermo per presentare il suo libro. Una serata come tante, con quel pizzico di adrenalina in più perché sarebbe stata nella sua città, Sant’Elpidio a Mare, e durante la serata più attesa, quella in cui si decreta l’elpidiense dell’anno. È arrivato, si è messo la giacca, perché su quel palco con il collega Pierpaolo Pierleoni, altra colonna giornalistica di Sant’Elpidio a Mare, Aaron Pettinari ci avrebbe passato almeno 20 minuti per parlare di Falcone e Borsellino, delle stragi di Stato, dell’impegno dei magistrati, di una storia che bisogna conoscere, e poi ricordare, per non sbagliare.

Ora dopo ora, la serata è iniziata poco dopo le 21, su quel palco salivano personaggi di ogni genere, tutte figure che in un modo o nell’altro hanno portato lustro a Sant’Elpidio a Mare. E lui, che era arrivato da Palermo, dopo aver presentato il suo libro ‘Quel terribile 92’ edito dall’Imprimatur Editore, si era seduto nuova mente tra il pubblico. soddisfatto, contento di aver parlato alla sua città si quello che fa ogni giorno da quando si è trasferito a Palermo per lavorare con Antimafia 2000, lasciando a Sant’Elpidio il suo mondo giornalistico, fatto di Resto del Carlino e della Provinciadifermo.com di cui è stato uno dei fondatori.

Ma poi, quando tutto sembrava finito e mancava solo l’attesissimo elpidiense dell’anno, è stato chiamato di nuovo sul palco. Emozione, consapevolezza, stupore. “Non potevi che essere tu che con il tuo lavoro di inchiesta hai dato lustro alla nostra città”, sono le parole di Alessandra Gramigna, presidente dell’Ente Contesa, che lo aspetta sul palco con in mano il premio.

Aaron Pettinari, 33 anni, è diventato così l’elpidiense dell’anno e commosso ha ripreso parola dopo che con la consueta calma aveva parlato di temi come legalità e memoria presentando il suo libro ‘Quel terribile 92’: “Un premio che dedico alla città che è viva. Una città che non smette mai di impegnarsi, e questa sera abbiamo visto tanti attestati di benemerenza per associazioni e figure di rilievo, e di ricordare. So che questa è una città che non smette di ricordare e spero che non lo smetta mai. Nel vecchio tribunale di Sant’Elpidio c’è una targa dedicata a Falcone, spero che non smetta di parlare”. Standing ovation e l’emozione del momento se ne va insieme alla statua di Sant’Elpidio a cavallo “che ora resterà a casa mia, che è Sant’Elpidio a Mare anche se vivo tanti mesi a Palermo”.

Raffaele Vitali

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