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E' finita l'era del 'ci pensa Norberto'. L'addio di Clementi tra equilibri interni e visione del futuro

Alessio Terrenzi web

Il giovane Berdini ora ha l’occasione per mettere in mostra qualcosa. Ovvero quello che fino a oggi in pochi hanno visto. Anche per lui è finita l’era del “tanto c’è Norberto” e quindi dovrà impegnarsi, dovrà essere presente. E come Berdini dovrà cambiare marcia Romanelli.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – La scelta di Alessio Terrenzi di cambiare Norberto Clementi con Stefania Torresi comincia ad assumere dei connotati chiari. Anche per le parole che lo stesso ex assessore a caldo rilascia: “Mi piace pensare che il mio impegno di amministratore più esperto sia stato utile a tutta la squadra amministrativa e, quindi, alla collettività elpidiense”. E da qui parte l’analisi della scelta. Clementi è una figura ingombrante, nel senso positivo, per l’amministrazione Terrenzi, che potava gli altri a dire a dire molto semplicemente: ‘Comunque ci sta Norberto che risolve i problemi’. Ora non più, il che significa responsabilizzazione della squadra.

“Essendo io uno dei quattro assessori uomini, unico non candidato consigliere nell'ultima competizione elettorale, nel rispetto assoluto dei miei tre colleghi, mi sono sentito di compiere questo passo ritenendo che fosse mio dovere aiutare il Sindaco a mantenere i giusti equilibri, amministrativi e politici”. L’aggiunta di Clementi è una lettura alla Bismarck, frutto di una realpolitik che ha spinto il Partito Democratico a prendere di petto la situazione. Perché anche questo va detto: il Pd ha rinunciato a un suo assessore, anche se Terrenzi lo ha presentato come suo uomo di fiducia, e lo ha fatto per due motivi: il primo è quello, come ha detto Clementi, di non minare l’equilibrio interno. Perché è vero che la maggioranza Terrenzi è enorme, ma resta la necessità di non dare spago a minoranza e partiti più piccoli in maggioranza che non attendono altro che attaccare il Pd presentandolo come l’acchiappatutto. Il secondo motivo è invece di visione a lungo termine, che è poi quella che normalmente caratterizza Fabiano Alessandrini, che del Pd a Sant’Elpidio, e tra poco a livello provinciale, è deus ex machina. Sant’Elpidio ha bisogno di una alternativa in prospettiva a Terrenzi. E da questo punto di vista il giovane Berdini ora ha l’occasione per mettere in mostra qualcosa. Ovvero quello che fino a oggi in pochi hanno visto. Anche per lui è finita l’era del “tanto c’è Norberto” e quindi dovrà impegnarsi, dovrà essere presente. E come Berdini dovrà cambiare marcia Romanelli, che senza Clementi, l’uomo più presente anche sui tavoli extra comunali, dovrà per forza iniziare a esercitare il ruolo di vice e dare forza alla scelta del Pd di rinunciare all’uomo forte.  

Se Alessandrini ha così rigettato quell’immagine, a detta dei detrattori, di arroganza e potenza che lo accompagna, soprattutto dopo l’Opa riuscita durante il primo mandato Terrenzi, lo stesso Alessandrini ha in questo modo tolto ogni scudo al sindaco che dovrà prendersi deleghe importanti in prima persona, non accontentarsi di essere il bomber e cominciare a fare l’allenatore della Giunta, visto che nessuno dei componenti ha una lunga esperienza amministrativa. Tutto questo sapendo che Clementi non scompare, anzi. E quindi una eventuale consulenza è sempre possibile, bilancio comunale permettendo. Nel mentre dispenserà consigli, ma non si siederà al tavolo della segreteria dell’Unione comunale quando se ne andrà Alessandrini.

@raffaelevitali

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