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La Tod's riapre le porte, il magazziniere torna al lavoro. L'avvocato Biondi: "Sempre difendere i diritti"

todsazienda

L’avvocato ha scelto il silenzio, voleva capire le intenzioni del gruppo guidato da Diego Della Valle. Meglio non poteva andare: reintegro nel suo posto nel magazzino dell’outlet di zona Brancadoro.

SANT’ELPIDIO A MARE – La Tod’s intanto non ha impugnato la decisione del giudice del lavoro e così l’ex responsabile magazzino dello stabilimento di Casette d’Ete ha ripreso questa mattina il suo lavoro. “Era stato licenziato nel giugno 2016, a seguito di un notevole ammanco di merce che risultava - solo documentalmente - essere stata macerata, della quale l’azienda chiedeva conto a lui e agli altri magazzinieri all’epoca in forza. Vista la sua totale estraneità ai fatti, il mio cliente impugnava il licenziamento, respingendo ogni accusa di dolo e/o negligenza” commenta l’avvocato Corinna Biondi che ha atteso questo giorno prima di parlare.

Sono passati quindi lunghi mesi in cui L.B. ha cercato un’altra occupazione. Ma non è facile in questo periodo trovare un posto, soprattutto per gli over 35. Questo fino all’ordinanza del 31 agosto quando il Tribunale di Fermo ha dichiarato illegittimo il licenziamento per giusta causa”. L’avvocato ha scelto il silenzio, voleva capire le intenzioni del gruppo guidato da Diego Della Valle. Meglio non poteva andare: reintegro nel suo posto nel magazzino dell’outlet di zona Brancadoro.

 “Nel corso della prima fase del rito “Fornero” della causa, veniva condotta un’approfondita istruttoria da parte del dott. Pietro Merletti, Giudice del Lavoro con ispezione del magazzino e audizione di persone informate dei fatti - che sfociava nella declaratoria di illegittimità del licenziamento e condanna della Tod’s SpA al risarcimento danni e alla reintegrazione in servizio del sig. L.B. Nel provvedimento del giudice, oltre al resto, si legge: “Pertanto deve concludersi per la assoluta insussistenza del fatto contestato rispetto al dipendente individuato”. Questo risultato è importante non solo per il mio cliente, che finalmente vede acclarata la verità e dimostrata la sua estraneità ai fatti, ma per tutti i dipendenti che dinanzi ad un licenziamento disciplinare temono di agire in giudizio, pensando che ciò “macchi il loro curriculum” lavorativo. Credo, invece, che lottare per i propri diritti, e difendere la propria dignità, sia non solo necessario, ma altresì appagante” conclude l’avvocato Corinna Biondi.

r.vit.

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