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Il Terrenzi bis ha inizio. Martinelli: "Presto lascerò il mio posto". Cognigni presidente

consigliosem

C’è gente, ad assistere all’insediamento del nuovo civico consesso, familiari, compagni di partito, candidati non eletti.

SANT’ELPIDIO A MARE - L’emozione del sindaco Alessio Terrenzi nel pronunciare il giuramento dura il tempo di qualche frase, di accogliere l’applauso dei presenti dopodiché parte spedito con il discorso istituzionale. L’insediamento del consiglio comunale della seconda legislatura di Terrenzi avviene in maniera sobria, con qualche spunto brillante del solito Giovanni Martinelli che, essendo il consigliere più anziano, ha la generosa bonomia di chi vuole tenere a battesimo le forze nuove entrate in un consiglio comunale dal quale, come ha annunciato, presto se ne andrà per lasciare posto a forze nuove.

È la serata delle matricole, tante, in questo consiglio comunale: nessun vecchio consigliere in maggioranza, ad eccezione del capogruppo del Pd, Marco Mariani che vanta una breve parentesi da assessore (esterno e quindi non eletto); in minoranza di nuovi ci sono solo due consiglieri, Roberto Greci (Fi) e Roberto Sabbatini (M5S) e siccome siede solo soletto in un angolo, gli si siede vicino, a fargli compagnia, Martinelli. “Mi siedo qui anche perché questo era il mio posto in passato” spiega anche per mettere subito a tacere illazioni sul fatto che il collega di coalizione, Greci, siede nel banco davanti, insieme a Fabio Conti e Monia Tomassini.

C’è gente, ad assistere all’insediamento del nuovo civico consesso, familiari, compagni di partito, candidati non eletti.

Terminato il rito riguardante il sindaco Terrenzi, Roberto Gallucci consigliere anziano che presiede il consiglio, introduce il punto relativo all’elezione del presidente del consiglio. Paolo Cognigni (Persone e Territorio) viene eletto alla prima votazione, con i soli voti della maggioranza. La minoranza si astiene perché nessuno dei cinque ha apprezzato che il nome sia stato fatto appena la sera prima e non ci sia stata la volontà di un confronto maggiore. Non se ne cruccia il neopresidente che sale sullo scranno, legge l’intervento di rito e si appresta ad imparare come si gestisce un consiglio comunale.

Il sindaco gli stringe la mano, gli augura buon lavoro senza fare alcun riferimento al presidente uscente, Alberto Valentini. Ci pensa Martinelli a ricordarglielo e gli fa anche notare che andrebbe eletto anche il vicepresidente, come da statuto. “C’è scritto ’può’ essere eletto – specifica Terrenzi – significa che non c’è l’obbligo e noi non l’abbiamo mai nominato. Ci penseremo in futuro se dovesse rendersi necessario”. Discorso chiuso.

Viene presentata la giunta (per i consiglieri delegati occorrerà attendere il prossimo consiglio comunale) e nel giro degli interventi di rito, la Tomassini (Democratici e Popolari) fa notare che in giunta manca una seconda quota rosa (citando la legge Delrio). Come mai? La stessa domanda la pone Sabbatini.

Terrenzi non si scompone, non è un problema che non conosceva e per questo ha già la soluzione: “Questa giunta non è quella con cui arriverò alla fine del mandato. Ho pensato a un turnover. Tra le donne elette e quelle in lista non ne ho trovate altre disponibili ad assumersi questo impegno, così come voglio che venga svolto. Sto lavorando per cercare una seconda quota rosa e nell’attesa di un turnover intanto andiamo avanti così”.

I discorsi successivi scivolano via senza colpi di scena, al contrario si sprecano gli inviti alla collaborazione, alla trasparenza, a mantenere buoni rapporti tra maggioranza e minoranza per poter lavorare al meglio per la città, a considerare che la campagna elettorale è chiusa ed è tempo di mettersi al lavoro per la città per i prossimi cinque anni. 

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