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A Città Medioevo comandano le donne: tra magia e spade entrano i bambini e le rievocazioni storiche dei Sibillini

cittamedioevo

Città Medioevo diventa il cuore dei Sibillini e delle manifestazioni storiche. E così chi non consce la corsa alla spada o il ritorno degli esuli potrà, lasciando la costa fermana e salendo a Sant’Elpidio, immergersi nella storia.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – “Vicini ai luoghi e vicini alla loro storia, alle loro rievocazioni che sono aggregazione sociale. Noi non vogliamo che si perdano”. Città Medioevo (27-30 luglio) si schiera al fianco dei Sibillini feriti ma vogliosi di ripartire. E così, la decisione di dedicare uno dei due eventi clou storici di Sant’Elpidio a Mare al cuore della provincia fermana e maceratese scosso dal terremoto.

‘Storie, sapori e colori’ accompagneranno le rievocazioni storiche medievali del territorio. Da San Severino a Camerino arriveranno delegazioni e ogni sera ci sarà una festa mirata. “Non facile portarle a Sant’Elpidio, avendo già molti problemi organizzativi nella propria città. Ma l’Associazione marchigiana rievocazioni storiche ha fatto superare ogni problema” spiega la presidente dell’Ente Contesa Alessandra Gramigna.

Verrà messa in scena la Leggenda della Sibilla dalla contrada Sant’Elpidio: “Un modo per far rivivere l’antro della sibilla tra le nostre vie”. Ma non solo, perché oi Sibillini vivranno con il mercato dei prodotti tipici dei Sibillini. “Verranno i produttori a esporre e vendere. E lo faranno loro direttamente in modo da spiegarli e farli sentire”. Già una quindicina quelli che hanno aderito.

Numerosi gli spettacoli di alto livello, con un focus sulla magia nera. San Severino e Camerino avranno uno spazio dedicato in cui realizzeranno accampamenti di tipo militare. “Non si può lasciare nessuno da solo, pensiamo a San Ginesio e ai problemi che ha avuto nel recuperare i costumi dai palazzi terremotati. Per questo ai gruppi daremo anche un contributo economico, proprio per aiutarli a proseguire l’attività”.

Città Medioevo diventa il cuore dei Sibillini e delle manifestazioni storiche. E così chi non consce la corsa alla spada o il ritorno degli esuli potrà, lasciando la costa fermana e salendo a Sant’Elpidio, immergersi nella storia.

Oltre ai Sibillini attenzione ai bambini con ‘Piccola città Medioevo’. “Una scelta necessaria per rendere la rievocazione sempre più a misura di famiglia. Servivano agevolazioni per chi vuole venire con i bambini. E nella zona Cunicchio i bimbi potranno divertirsi con i burattini, con gli animali dei Sibillini e con le letture”. E siccome la storia evolve, in mezzo ai banchetti medievali ci saranno anche i menu vegetariani.

Manola Perticarini è la consigliera comunale con delega alle Manifestazioni storiche e da oggi la prima interfaccia nella gestione delle rievocazioni. Un partner affidabile è Quota Cs di Simone Corradini: “Qui si parla di storia e della nostra città. Noi vogliamo essere presenti e protagonisti dentro Sant’Elpidio. Sarebbe bello che altre attività come la nostra si aprissero alla città, dando il proprio aiuto. Perché poi il ritorno c’è, e lo dico da imprenditore”. La parola passa poi ai presidenti, o meglio alle presidenti, perché è una rievocazione al femminile quella guidata dalla Gramigna.

Santa Maria, con Eleonora Valori, è rimasta senza sede per il terremoto, ma il Tarantelli ha messo a disposizione delle sale per permettere l’attività della contrada. Che presenterà anche per la prima volta canti gregoriani.

La San Giovanni, con Maide Bracciotti, diventa la zona dei bambini, “ma i burattini medievali sono perfetti anche per gli adulti”. Novità sarà il cibo takeaway e il processo dedicato al furto del secchio, “che è stato pensato a ottobre, quindi nulla a che vedere con l’attualità” precisano tutti. Immancabili le scene classiche con l’angolo dedicato al malocchio e all’invidia.

Per la Sant’Elpidio, Patrizia Lottini, a dominare sarà la Sibilla, con le scene affidate al gruppo Maranesi e a Nicoletta Serafini, che scrive le principali scenografie. Non solo Sibilla, ma anche il cava denti e il rogo della strega, un tempo affidata alla San martino, che però non partecipa. Imperdibile la scena del telaio con due signore 90enni che non reciteranno ma porteranno la loro storia tra i vicoli. Tessuti, sale e bambole sulle bancarelle. E per le mamme un baby pit stop, con uno spazio per allettare o cambiare i figli in modo alleviare ogni possibile disagio. “Un tentativo che vorremmo diventasse l’inizio di una abitudine. Solo Civitanova se ne è dotata” commenta la Gramigna.

Guitti e giullari per arricchire la manifestazione storica, che non è una rievocazione e quindi si lascia qualche deroga temporale tra scene storiche e spettacolari, tra menu medievali e moderni vegani che un tempo magari erano semplici vegetariani.

@raffaelevitali

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