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Sant'Elpidio, la cura Alessandrini fa volare il Pd. Giunta: Romanelli vice e Verdecchia le certezze. Martinelli alla presidenza

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Il segretario Pd: “A noi non interessano i posti, interessa il dato politico. Il Pd a Sant’Elpidio a Mare ha convinto i cittadini”. Gongola Fabiano Alessandrini: quando ha preso in mano il partito, dopo la sconfitta di Paride Zallocco, il Pd era al 12%.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Alessio Terrenzi, dopo essersi finito una partita di sigari (nella foto con Alessandrini)  e spumante, dopo avere scalato la facciata del Comune mettendosi in posa per lo scatto fotografico dell’anno, ha cominciato a pensare alla Giunta.

Due le certezze: un posto da assessore per il fido Matteo Verdecchia, espressione della sua lista Partecipazione Democratica; un posto per Mirco Romanelli, il recordman di presenze del Pd. Il democratico sarebbe il perfetto vicesindaco, considerando che viene da dieci anni di esperienza abbinata a un passaggio in Consiglio provinciale. Per lui, con il ruolo di vice Terrenzi, l’assessorato al Bilancio, posto delicato, che Romanelli ha già gestito per l’ente guidato oggi da Moira Canigola. Per il secondo posto da assessore di stampa Pd in lizza c’è Gioia Corvaro, esperta di fondi europei, ma anche il maestro Francesco Lepri, che è ben visto per il settore Cultura. Tornerà in giunta Berdini, assessore uscente plurivotato.

“A noi non interessano i posti, interessa il dato politico. Il Pd a Sant’Elpidio a Mare ha convinto i cittadini”. Gongola Fabiano Alessandrini, il segretario cittadino. Quando ha preso in mano il partito, dopo la sconfitta di Paride Zallocco, il Pd era al 12%. E in minoranza “Dopo 2 anni e mezzo eravamo in Giunta, per aiutare Terrenzi e Sant’Elpidio, dopo cinque anni abbiamo preso il 30%”. Come ci sia riuscito è un mistero per tutti, ma non per lui: “Sono il ‘più’ migliore” risponde sorridendo. “In realtà siamo tornati a fare politica, cominciando dallo spiegare la nostra scelta di ribaltone”. Ora però il suo richiamo è al sindaco: “Non sediamoci, non fermiamoci. La città ha capito le scelte, ha dato fiducia al coraggio del sindaco e alla nostra visione. Ma non basta, dobbiamo continuare a migliorare per il bene del paese”.

Per i posti in Giunta, poi, si vedrà. “Io son per collaborare con chi ha perso. La città ha bisogno di unità. Anche se di certo non ci sarà dialogo con Lattanzi e company che hanno dimostrato di non volerlo. Agli altri siamo aperti, i contributi servono sempre”. E la prima apertura potrebbe arrivare con la presidenza del consiglio comunale: chi meglio di Giovanni Martinelli potrebbe ricoprire quel ruolo? Ma darlo alla minoranza è una galanteria non scontata perché quel posto potrebbe anche servire per accontentare un terzo Pd. 

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