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Convenzione scaduta con la sorgente di Capotenna, acqua potabile "a rischio" per il Tennacola

Jessica Marcozzi

La concessione è scaduta e il rinnovo sembra molto più faticoso di quanto non si prevedesse e “gli stessi amministratori regionali hanno ammesso che gli anni trascorsi per ottenere un semplice rinnovo sono davvero tanti” spiega la Marcozzi.

MONTEFORTINO - Sono 6 anni che sta andando avanti la questione del rinnovo della concessione a favore del consorzio idrico del Tennacola per l’utilizzo dell’acqua della sorgente di Capotenna (in Comune di Montefortino) e il capogruppo di Fi in consiglio regionale, Jessica Marcozzi che, sull’argomento, aveva presentato una interrogazione alla Regione, rende nota la risposta che ha ricevuto: “La Regione mi ha garantito che si è attivata con gli uffici per cercare di superare le difficoltà e le criticità e arrivare in tempi brevi ad una soluzione positiva della questione”.

Sono 30 anni che il Tennacola utilizza l’acqua della sorgente di Capotenna per l’approvvigionamento idrico dei 27 Comuni aderenti (16 del fermano e 11 del maceratese, per un oltre 120mila utenti). La concessione è scaduta e il rinnovo sembra molto più faticoso di quanto non si prevedesse e “gli stessi amministratori regionali hanno ammesso che gli anni trascorsi per ottenere un semplice rinnovo sono davvero tanti”. La preoccupazione è che si vada verso una riduzione del quantitativo di acqua potabile (oggi pari a 190 litri /secondo).

“Preoccupazioni che, secondo me, sono più che giustificate – commenta la Marcozzi – dal momento che il mancato rinnovo della concessione o eventuali modifiche al ribasso dei termini della concessione e, della quantità di acqua per l’approvigionamento idrico presso la sorgente di Capotenna, potrebbero arrecare disagi alla popolazione”. La Marcozzi non comprende i motivi di un tentennamento da parte della Regione considerato che il Tennacola, nella documentazione allegata alla richiesta di rinnovo, ha dimostrato che non sono stati mai riscontrati problemi di natura geologica, idraulica o ambientale. “L’attingimento dell’acqua da Capotenna è fondamentale per il sistema idrico dell’Ambito territoriale 4. Ma – paventa la Marcozzi – se è vero che la Regione è orientata verso una forte diminuzione dell’acqua captabile dalla sorgente, non si può non comprendere che potrebbero rendersi necessarie captazioni di subalveo tra le vallate del Chienti e del Tenna, con presumibile  minore qualità dell’acqua, maggiori costi (dovuti al funzionamento ad energia elettrica dei pozzi di sollevamento) che andrebbero a pesare sulle bollette, e un maggiore rischio di inquinamento dell’ambiente”. Tanti motivi per cui la Marcozzi assicura che resterà vigile sugli sviluppi della vicenda. 

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