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Martinelli in versione Andy Warhol è pronto: "Riporto il sorriso in una Sant'Elpidio angosciante"

martinelli presentazione

Sorride Martinelli, ma è una dolcezza che diventa ghigno per gli avversari, che non sono gli altri candidati, ma chi non è in grado di mettere il proprio volto davanti alle parole.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Un manifesto alla Andy Warhol. Un Martinelli sereno, che sta lì tranquillo e multicolor. “L’onestà è la migliore politica”. Si presenta con una citazione Giovanni martinelli che parla dietro a un tavolo dove il suo volto è multiplo. “Sono sereno e tranquillo. perché la campagna elettorale la faccio con serenità. Ogni giorno mi stuzzicano via social, ma non gli rispondo, fino anche non si supera il codice civile. E ho già tutto nel cassetto, pronto all’uso”.

Sorride Martinelli, ma è una dolcezza che diventa ghigno per gli avversari, che non sono gli altri candidati, ma chi non è in grado di mettere il proprio volto davanti alle parole. “Ho giovani al mio fianco, ma non per la carta d’identità. È la bravura a contare. E io ne sono l’esempio, non sono vecchio se non lo sono per la Fornero” prosegue Martinelli che spiega perché è di nuovo in campo: “L’amore per la città. A fronte del mio amore, mi sono arrivati due messaggi: quello del cambiamento, legato alla parola coerenza, e quello di nuovo, legato a coalizioni che tutto sono che coerenti al loro interno”.

Insomma, le altre forze in campo sono state uno stimolo “per tornare a essere un comune denominatore per coerenza e novità”. Martinelli rivendica di essere “l’unico candidato coerente – parola che ripete spesso - ripartendo dagli stessi con cui mi ero fermato”. Parla di confronto, di discussione, cita frasi becere pubblicate su Facebook da candidati nelle liste avversarie, poi torna alle motivazioni:” Essere al servizio della città. Noi non governeremo, ma amministreremo. Non farò campagna elettorale contro gli altri, ma la farò per la mia coalizione”. E cita Stevenson, ex presidente degli Stati Uniti: “Gli amici repubblicani smettano di dire falsità su di me, così io smetterò di dire la verità su di loro”

Martinelli è il volto di una coalizione fatta di quattro liste: Unione Civica, “non ci candidammo cinque anni fa perché non c’era logica per un nostro impegno”, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia.

La Lega non ha esitato: “Martinelli era la proposta vincente. Amministrare richiede conoscenze e capacità di decisione. Una persona di così grande esperienza era la figura migliore”. Forza Italia si presenta con la coordinatrice comunale e un ciuffo viola contro ogni sfortuna: “Serviva un centrodestra unito per riavvicinarci ai cittadini e continuare quanto noi abbiamo cercato di fare in questi anni seduti tra i banchi dell’opposizione”. E poi c’è Fratelli d’Italia, con il segretario provinciale Marcotulli: “Sono sempre stato affascinato dalla sua figura, sulla sua cultura. Martinelli parla di rinnovamento politico non legato alle carte d’identità. Punteremo sulla qualità”.

E infine interviene il giovane Lorenzo Marziali, volto della civica del sindaco: “Giro il mondo per lavoro, ma sono stabile a Sant’Elpidio. Impegno con la Croce Azzurra e nelle Rievocazioni, sento questa città nel mio cuore. Per questo contribuirò al progetto di Giovanni Martinelli”. Tutti compatti per un candidato sindaco con la M maiuscola. “Fare il sindaco è una esperienza meravigliosa. Dicevo in campagna elettorale: ‘vi prometto che non vi prometto niente’. Ma giravo, perché bisogna conoscere le esigenze della cittadinanza, compressa da uno Stato che non funziona che vive su una ipocrisia”. Ha le idee chiare: “Priorità alla sicurezza. Non è solo telecamere. E poi la scuola. Siamo l’unica città che non ha avuto alcuna nuova edificazione sul piano scolastico. Alle scuole stanno in edifici del 1972, dal Bacci al Tarantelli, che è diasporato tra tre –quattro sedi, minando la qualità dell’insegnamento. Alla sanità, che è servizi di primo intervento, inutile parlare di ospedale. Ai giovani e agli anziani. Non basta fare una Rsa e un Cag, vanno gestiti questi settori, serve un inserimento sociale. Alle stagioni teatrali e al museo della calzatura. E questo significa centro storico”. Che è sempre più vuoto: “Di notte vado a passeggio, c’è un silenzio così chiassoso che ti fa sentire male. Un silenzio angosciante. Non ci sono neppure più i gatti”.

Quattro liste per partire, ma per le candidature c’è tempo e si possono presentare fino a un mese prima “magari ci saranno sorprese”. Sarà una campagna di confronto con la gente, e magari anche con gli altri candidati. Gli resta un lavoro da completare: “Da sindaco, il centro diurno per disabili, la cosa più bella che ho fatto. La risistemazione della Serra, che altri hanno impoverito. E poi la riapertura de teatro, la sistemazione della pinacoteca. E frutto fi un mio accordo è la scuola di Della Valle. Altri hanno raccolto tagli di nastri e servizi da me avviati. Come la risalita da via Roma a via Boccette, che io ho finanziato”. E ora si riparte, con il sorriso.

@raffaelevitali

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