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Le scarpe di Putin nascono a Sant'Elpidio: Cappelletti spopola al Micam con gli scarponcini Bogner

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Nota lieta il numero crescente degli ucraini, abbinato a una ripresa dei russi: “Ci ha aiutato anche il gande freddo degli ultimi mesi e la stabilità del rublo: una accoppiata che per il mondo calzaturiero significa serenità”.

di Raffaele Vitali

MILANO – Uno suona e gestisce l’outlet, l’altro pensa ai conti e pianifica lo sviluppo aziendale. Insieme formano il tandem di punta di un’azienda che ha 60 dipendenti: Cappelletti. Una linea interna, con il proprio marchio, e un licensing di peso per i tedeschi della Bogner, leader nel settore degli scarponcini da montagna.

“La tristezza l’abbiamo lasciata alle spalle. Poi, sui numeri, aspetto la fine del Micam. Ma la sensazione è buona” commenta Mauro Cappelletti che promuove il nuovo restyling: Magari un po’ eccessivo, ma serve. Fa parte di un paino di rilancio del Micam”. La serenità è questione di ordini. I buyer son tornati, è un dato inappuntabile, ma come sono tornati? “L’organizzazione è cambiata. In mano hanno una tabella dettagliata che racconta la performance degli articoli comprati in precedenza. Loro sanno quanti ne hanno venduti in negozio, quanti in saldo e quando. Partendo da questa analisi decidono gli ordini. La fortuna – spiega Stefano Cappelletti – è che i nostri prodotti sono andati bene e hanno firmato nuovi ordini, ma tutto calcolato. Non rischiano più nulla, ma al contempo non rinunciano a quello che piace”.

Nota lieta il numero crescente degli ucraini, abbinato a una ripresa dei russi: “Ci ha aiutato anche il gande freddo degli ultimi mesi e la stabilità del rublo: una accoppiata che per il mondo calzaturiero significa serenità”. Oltre a loro numerosi i comparti dai paesi dell’ex Jugoslavia. Poi qualche nuovo cliente e degli americani che agiscono per dei dipartment store pronti a investire in Europa.

In bella vista nel negozio c’è la parte dedicata a Bogner, marchio tedesco di cui da sette anni è licenziatario. Un marchio che in Germania è simile a Prada in Italia. “E’ il riferimento per gli articoli da montagna, lo scarponcino elegante e tecnico o il doposci”. E nel descrivere Stefano Cappelletti ne prende in mano uno che aveva attratto un buyer danese: “Qi sotto c’è un sistema che permette di ruotare questo accessorio e far uscire così dei chiodini per camminare sul ghiaccio. Bisogna immaginare l’uso: Mosca con -20 gradi e così in Germania, oppure chi frequenta le Alpi”. A Milano c’è un enorme showroom della Bogner, ma è nelle boutique di mezza Europa che si possono trovare, mentre in Italia bisogna trovare i luoghi più chic della montagna per accaparrarsene uno. E sono stivaletti che partono dai 300 euro in su. Sono, tra l’altro, i preferiti di Vladimir Putin. “E’ il nostro core business che ci permette – concludono Cappelletti – di portare avanti la nostra linea artigianale che da tre generazioni ha reso Cappelletti un marchio affidabile e di qualità”.

@raffaelevitali 

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