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La collezione piace, il gruppo Tod's resta sopra i mille milioni. Della Valle: "Il calo dei turisti ci ha frenato"

Diego Della Valle Andrea Della Valle3

Il gruppo Tod’s investe sull’ufficio stile: “La squadra manageriale, in parte rinnovata, sarà presto completata con nuovi arrivi, potenziando tutte le competenze necessarie per gestire il Gruppo, che sarà in questo modo pronto per affrontare un mercato in forte e rapido cambiamento”.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – In attesa di tornare ad arricchire il Micam di Milano, la Tod’s studia i dati del suo 2016. Un anno non facile, che il quarto trimestre ha riempito di forza e fiducia, riportando una serie di segni più e permettendo al gruppo guidato da Diego Della Valle di chiudere ancora sopra i mille milioni.

L’analisi di Della Valle parte da una semplice considerazione: il prodotto piace. “Il miglioramento del trend dei ricavi registrato nell’ultimo trimestre dell’anno ha confermato la buona accoglienza da parte dei clienti per le collezioni invernali, grazie alla loro focalizzazione su prodotti iconici, che rispecchiano il Dna dei marchi e lo stile di vita italiano, e che ben coniugano la qualità, l’artigianalità e l’innovazione”.

Ma è il futuro che deve essere conquistato e per questo ci sono le nuove linee su cui Diego Della valle non ha dubbi: “Anche i primissimi segnali di vendita delle nuove collezioni estive sono positivi e questo ci conferma di essere nella giusta direzione: la strategia adottata sta dando buoni segnali. Stiamo lavorando per sviluppare bene e velocemente la divisione digitale che è, e sarà sempre di più, fattore determinante di successo”.

Le scarpe, che sono il core business del gruppo, dopo cali marchiati, frenano la discesa, pur non ritrovando il segno positivo: i ricavi delle calzature ammontano a 791,3 milioni di Euro nell’esercizio, in calo del 2,5% rispetto al 2015, ma con un miglioramento dell’andamento nel quarto trimestre dell’anno. 

Entrando nel merito dei brand, i ricavi del marchio Tod’s ammontano a 559 milioni di euro, in calo del 6,7%. “Un fatto principalmente dovuto alla forte diminuzione del traffico di clienti nei negozi, soprattutto di turisti”. Se cala Tod’s, non corre Hogan: “Il marchio Hogan ha registrato ricavi pari a 214,2 milioni di Euro, con una differenza del 3,2% rispetto al 2015, principalmente legata al mercato domestico; positivi i risultati all’estero”.

Funziona il settore abbigliamento, su cui il gruppo sta investendo risorse e idee. Le vendite del marchio Fay ammontano a 62,6 milioni di Euro, in crescita del 5,3% rispetto al 2015. Funziona la strategia di espansione all’estero del marchio. Cresce, ma non con la consueta doppia cifra, Roger Vivier: 166,3 milioni di Euro, con una crescita del 6,6% nell’anno. “Come Tod’s, anche Roger Vivier ha risentito del forte calo del traffico e dei consumi in molti mercati importanti per i beni di lusso, soprattutto da parte dei turisti”.

Le voci, unite, formano il fatturato consolidato del Gruppo Tod’s che ammonta a 1.004 milioni di euro con un calo del 3,2%. “Il fatturato del solo quarto trimestre – sottolinea il Cda - è pari a 246,3 milioni di Euro, in calo dell’1,5% rispetto al quarto trimestre 2015; questo risultato evidenzia un significativo miglioramento rispetto all’andamento dei primi nove mesi del 2016”.

Della Valle, dopo la lunga riorganizzazione di punti vendita, sta ora puntando sull’e-commerce: “La struttura aziendale dedicata al web sarà ancora più efficiente, pronta a cogliere tutte le opportunità che il mercato offrirà. Siamo molto focalizzati sulla crescita organica dei punti vendita esistenti, che hanno un grande potenziale, e sull’apertura di alcuni negozi di nuova generazione, che siano capaci di attrarre i consumatori offrendo loro esperienze d'acquisto totalmente nuove”.

Per fare questo il gruppo Tod’s investe sull’ufficio stile: “La squadra manageriale, in parte rinnovata, sarà presto completata con nuovi arrivi, potenziando tutte le competenze necessarie per gestire il Gruppo, che sarà in questo modo pronto per affrontare un mercato in forte e rapido cambiamento”. Un cambiamento che parte dal dominio del mercato domestico, 311,5 milioni di euro, seguito da quello europeo, 250 milioni, e un +0,6%, e americano, che invece frena pesantemente, -8,4% e 96,7 milioni di euro di vendite. “Il mercato conferma la debolezza dei consumi già commentata negli ultimi trimestri, principalmente legata al calo dei turisti” conclude Diego Della Valle.

@raffaelevitali 

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