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Integrazione, a Casette d'Ete il profugo musulmano diventa un Re Magio

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Al pranzo parrocchiale è intervenuto anche l'assessore ai servizi sociali Norberto Clementi, oltre a rappresentanti di diverse associazioni cittadine.

SANT'ELPIDIO A MARE - L'integrazione può avvenire anche in modo silenzioso, senza particolari clamori, in maniera spontanea, nascendo da una battuta, da un'idea che prende corpo piano piano e da un tentativo timido ma convinto: “Perché non coinvolgiamo i giovani migranti ospiti in città, in particolare a Casette d'Ete a dare una mano per il presepe vivente?”.

Posta la domanda, la risposta è arrivata immediata: “Certo che veniamo”. Per diverse sere, i profughi che da qualche mese abitano nella frazione, hanno lavorato fianco a fianco con i residenti per costruire capanne, sistemare recinzioni, realizzare il presepe vivente. Sono musulmani ma non ci hanno trovato niente di strano a dare un loro contributo per una festa cristiana, e non ci hanno trovato niente di strano neanche i presepisti che li hanno accolti come se fossero sempre stati dei loro.

Un profugo, forse l'unico di religione cristiana, ha anche accettato di impersonare uno dei Re Magi e, vicino a lui, aveva un altro Re Magio particolare, il parroco di Casette d'Ete, Don Iginio Marcelli. Con la fine del presepe vivente, non è finita la voglia di ritrovarsi insieme con questi ragazzi che sono stati invitati anche al pranzo dell'Epifania: un altro momento in cui stare insieme, fianco a fianco, con la comunità locale e per continuare il percorso avviato di inserimento, di integrazione.

Al pranzo parrocchiale è intervenuto anche l'assessore ai servizi sociali Norberto Clementi, oltre a rappresentanti di diverse associazioni cittadine. E' stato un altro momento di festa con i giovani profughi che hanno offerto anche una piccola esibizione delle musiche e danze tipiche della loro terra. La tombolata tradizionale delle festività natalizie è stata un ulteriore momento di incontro e divertimento.

Per un paio di giovani migranti si è anche presentata l'opportunità di giocare nella locale squadra del Casette Calcio 1968. Il presidente Danilo Corradini e il parroco Don Igino non hanno esitato a farsi immortalare insieme a uno dei ragazzi, con la sciarpa della squadra e dei tifosi ultras.

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