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Pmi Day, le aziende fermane aprono agli studenti per governare il futuro. Formentini: "Ci servite, ma studiate l'inglese"

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“Otto aziende in più di un anno fa. Un segno importante che dimostra che stiamo investendo bene” sottolinea Confindustria Fermo. Tra le conferme la Dino Bigioni che oggi alle 15 inaugura il nuovo outlet.

PORTO SANT’ELPIDIO – La chiusura della settima edizione del Pmi Day trova casa a Porto Sant’Elpidio, dentro la luccicante azienda calzaturiera Formentini. “Non era facile organizzarla in questo periodo, ma ci tenevamo. Anche per dare un messaggio positivo a nome delle nostre colleghe di Ascoli e Fermo che hanno dovuto rinunciare. Da Fermo parte un segnale di fiducia e ottimismo” esordisce il direttore Giuseppe tosi. Fermo da sempre è una delle prime territoriali d’Italia per partecipazione. Quest’anno partecipano 1500 ragazzi e 45 aziende, la metà esatta di quanti sono coinvolti nelle Marche. Ogni settore è rappresentato: moda, trasporti, turismo, metalmeccanica, alimentare, edilizia e tecnologia. “La Giornata del Pmi Day negli anni – spiega il presidente nazionale della Piccola, Alberto Baban – ha creato un link concreto tra imprese e mondo della scuola”.

Renzo Formentini parla di “mio onore nell’ospitarvi”. Un’azienda gestita da due fratelli, Renzo e Paolo, dopo la fondazione del padre nel 1950 che è arrivata a 180 dipendenti divisi in tre stabilimenti. “Sono entrato in azienda dopo l’università e non ero convinto. Poi ho deciso di proseguire la strada familiare”. Tante le difficoltà per un imprenditore in questo periodo. Le difficoltà sono variegate: mercati in recessione o senza segnali di ripresa, “che ci auguravamo”, Europa in difficoltà, “ma stanno peggio i francesi”, America, “che si pensava fosse uno sbocco per superare la crisi europea e che non è invece quello che ci aspettavamo”, Russia, “vive una crisi profonda che ha portato diverse aziende ad avere problemi pesanti”. Di fronte a questo quadro, Formentini prova a essere positivo: “L’imprenditore deve trovare sbocchi che siano differenti rispetto ai canali usati normalmente. Noi vorremmo, e stamattina ne è stata la dimostrazione, che i giovani abbiano voglia di poter essere coinvolti di nuovo in questo mondo manifatturiero”.

Gestiscono tre aziende i fratelli Formentini: “Sono il più anziano del gruppo. Noi crediamo nei giovani che sono la linfa vitale per proseguire l’attività”. E lo sono per più motivi: “Non hanno la mente segnata dall’esperienza e quindi sanno reinterpretare il concetto di lavoro in maniera differente. Secondo, hanno dalla loro parte la voglia di fare”. Amore, passione e tempo, “ci sono giorni che si lavora per più tempo di quanto previsto” sono i tre pilastri che Formentini ha spiegato ai due gruppi di studenti di Porto Sant’Elpidio che si sono persi tra pelli e accessori che creano una scarpa. “A questo si aggiunge l’inglese. Gioco a golf in tutto il mondo e quando incontro giocatori del nord Europa, anche 70enni che parlano un inglese perfetto. Questo perché a scuola hanno le stesse ore di inglese di quante ne fanno nella loro lingua. Questo ho spiegato ai ragazzi: imparate l’inglese in maniera più che scolastica”. Vacanze all’estero e corsi a costo di fare qualche sacrificio.

“Quest’anno abbiamo scelto di riassumere la giornata nell’azienda Formentini perché rappresenta al meglio il made in Italy. È un imprenditore che ha saputo crescere lavorando con brand nazionali e internazionali mantenendo vivo il rapporto con il territorio e i giovani. Qui si fa il futuro” sottolinea Fabrizio Luciani, presidente della Piccola Industria di Confindustria Fermo. Crescono le adesioni perché il Fermano investe sui giovani: “Abbiamo rappresentato il momento clou dell’alternanza scuola-lavoro, mettendo a confronto dirigenti scolastici e imprenditori. Siccome vogliamo crescere, stiamo lavorando anche per creare un percorso di alternanza scuola-lavoro anche per i docenti”.

“Otto aziende in più di un anno fa. Un segno importante che dimostra che stiamo investendo bene. Il Pmi Day assieme al progetto dell’alternanza scuola lavoro e alle Botteghe di Mestiere ha un unico comune denominatore: i giovani” sottolinea il presidente di Confindustria Fermo, Giampietro Melchiorri. Tra le conferme la Dino Bigioni che oggi alle 15 inaugura il nuovo outlet interno all’azienda calzaturiera di Montegranaro, a pochi passi dal Castagno.

In Italia il progetto coinvolge 40mila ragazzi e 900 imprese. In questa settima edizione per la prima volta nel Fermano hanno partecipato anche 25 studenti della facoltà di Fermo in Ingegneria Gestionale dell’Università Politecnica delle Marche. “Segnale di efficienza del sistema”.

Il Comune di Sant’Elpidio a Mare ospita l’azienda Formentini. “Io c’ero quando questa area industriale partì. Ero in Consiglio comunale e – ribadisce l’assessore Norberto Clementi - ho lottato per questo. E quindi sono emozionato di vedere che il passato è diventato roseo presente e futuro di speranza. Trovo importante entrare in azienda, anche per capire chi è l’imprenditore. E quindi rilancio: due ore non bastano, facciamo in modo che gli alunni possano sempre passare più tempo nelle imprese”.  Per affrontare le sfide le nuove generazioni devono essere preparati: “Devono capire dove va il mondo, dove va la produzione, per cui facciamo respirare l’area della fabbrica” ribadisce Mirco Romanelli, consigliere provinciale con delega al Bilancio, “che promette aiuti burocratici alle imprese”.

Per un territorio che lotta, serve un capoluogo che conta. E questo sta cercando di fare Fermo. Come conferma in chiusura l’assessore Francesco Nunzi: “Noi amministratori locali dobbiamo fare di più. Un aiuto fattivo è aprire alla formazione degli insegnanti, oltre che degli studenti. Un aiuto è promuovere la ricerca, che lo Stato vuole sempre caricare sulle imprese, creando piccoli poli di ricerca all’interno dei quali i giovani possano trovare una strada per aiutare le imprese percorrere le strade nuove, scoprendo materiali o tecnologie innovative”.

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