America e Cina in frenata, cala il fatturato Tod's. Della Valle non si scompone: "Le collezioni invernali piacciono"

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"Continuiamo ad investire nella comunicazione e nel marketing, con investimenti che si mantengono sui livelli degli anni scorsi, dando particolare enfasi alla parte digitale”. Da qui l’inserimento di figure chiave nel reparto stile e marketing.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – Cala la Tod’s, ma cala poco. Il fatturato consolidato del gruppo guidato da Diego Della Valle ammonta a 757,7 milioni con un calo del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. Calo che segna principalmente i due mercati principali: Cina (-8.9%) e America (-6%). Un dato che non stupisce il patron, che ha ancora intatte le possibilità di superare nuovamente il miliardo di fatturato, garantendo utili importanti al gruppo e di conseguenza al territorio grazie al suo 1% in solidarietà affidato ai progetti di rilancio dell'economia locale e sostegno alle povertà affidati a Mario Andrenacci.

“Come previsto, i primi nove mesi di vendita riflettono un contesto economico e finanziario volatile ed incerto, caratterizzato dalla persistente debolezza dei consumi in molti mercati importanti per i beni di lusso” spiega Diego Della Valle. A questo si aggiunge però una riflessione che lascia ben sperare in vista del trimestre finale, dato che il bilancio è al 30 settembre: “La parte più significativa della stagione Autunno/Inverno ha avuto inizio solo dalla seconda metà di settembre. Le collezioni ora nei negozi stanno avendo un riscontro positivo. I clienti apprezzano la focalizzazione su prodotti di grande qualità, calzature, borse e piccola pelletteria in primis, che ben rispecchiano l’artigianalità, lo stile di vita italiano e la forte innovazione che caratterizzano i nostri marchi”.

Elementi che fanno dire a Della Valle chele scelte fatte, soprattutto in termini di riorganizzazione dei negozi, pian piano daranno i loro frutti: “Diamo grande importanza anche al canale wholesale, che è in continua evoluzione e che monitoriamo attentamente per adeguarci ai suoi cambiamenti. Continuiamo ad investire nella comunicazione e nel marketing, con investimenti che si mantengono sui livelli degli anni scorsi, dando particolare enfasi alla parte digitale”. Da qui l’inserimento di figure chiave nel reparto stile e marketing.

I BRAND

I ricavi del marchio Tod’s ammontano a 419,4 milioni di euro. Ed è il dato con il maggior calo, -7.5% per 34 milioni in totale, nei primi nove mesi del gruppo. Il marchio Hogan ha registrato ricavi pari a 171,9 milioni di Euro, in calo del 2,8%. “Il marchio ha particolarmente risentito della debolezza del mercato italiano, accentuata anche dal forte calo dei flussi di turisti, spinti nel 2015 dallo svolgimento dell’Expo di Milano”. Cresce, ancora, Fay, il marchio del vestiario, che con un +4,1% dimostra che l’Oriente non ha smesso di comprare italiano. Infine, i ricavi del marchio Roger Vivier sono pari a 119,8 milioni, con un incremento del 6,9%, nonostante la frenata dell’America.

I PRODOTTI

Il core business sono le calzature e sono quelle che tengono bene il mercato: 603,3 milioni e un -2,9%. Quello che non attira più come un tempo è il settore pelletteria, 103,8 milioni e -10.3%, anche se il terzo trimestre ha ridotto le perdite trainato dal successo dei nuovi prodotti delle collezioni invernali. Infine, grazie a Fay, i ricavi di abbigliamento crescono e salgono a 49,5 milioni contr oi 49 del 2015.

I MERCATI

La Cina non sorride più alla Tod’s che come una pallina ha preso dalla direzione sbagliata la Grande Muraglia: -8.9% e fatturato a 152,9 milioni. Considerando che la Cina è il terzo mercato per il gruppo, di comprende il peso di questo calo che non vuole diminuire. Sopra l’Oriente, in maggior difficoltà Hong Kong e Taiwan, per fatturato ci sono solo Italia, 243.9 milioni e un calo del 4%, e l’Europa con 188.3 milioni di euro e un calo dello 0,7% a dimostrazione di un brand che piace e risente meno di altri il calo di turisti provocato dagli attentanti, tanto che sono Francia e Regno Unito i due Paesi a calare maggiormente.