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Andolfi e passione: i segreti di 20anni di Sant'Elpidio Jazz. Fresu è la star della rassegna

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Cinque date a Sant’Elpidio a Mare, tutte in piazza Matteotti, concentrate in una settimana: si parte il 30 luglio.

di Raffaele Vitali

SANT’ELPIDIO A MARE – E sono 20. “Se penso a quando sono partito, in quel momento in cui l’unica forza era la passione per la musica”. Guarda con soddisfazione Alessandro Andolfi la locandina in cui domina un 20 rosso. Il Sant’Elpidio Jazz Festival parte dalla Camera di Commercio delle Marche, nella sua sede di Fermo. “I vent’anni valgono il capoluogo, anche per la novità che l’organizzazione è passata al Comune con la Syntonia Jazz di Andolfi che mantiene la direzione artistica” sottolinea l’assessore Gioia Corvaro. Al fianco della Corvaro Raimondo Arcolai, Amat, che cura la stagione teatrale invernale e oggi collabora anche al jazz estivo.

Cinque date a Sant’Elpidio, tutte in piazza Matteotti, concentrate in una settimana. “Si parte il 30 luglio con Greg Burk, che 20 anni fa aprì il Festival. “Torna insieme con il gruppo del conservatorio di Fermo, composto da allievi e docenti”. Poi, il primo agosto ecco Danilo Rea con un omaggio a De Andrè: “Soddisfiamo i palati raffinati”. Il 4 agosto il re dello swing britannico con Ray Gelato e i The Giants che festeggiano i 25 anni di musica. Il 5 agosto un ritorno atteso: Paolo Fresu. “La sua tromba suonerà in un trio con l’omaggio a Chet Baker”. Chiusura internazionale con un talento australiano, una youtuber molto quotata: Sarah McKenzie.

Un super festival su cui il Comune crede e investe. Passare da sponsor a gestore significa investire non più 8 mila, ma 48mila euro. “Per noi è un volano, terremo aperta la Pinacoteca e le chiese. Ci saranno visite guidate fin dal pomeriggio. Contiamo negli incassi della biglietteria e nelle sponsorizzazioni, speriamo di raccoglierne tante”.

Del resto, la passione che Andolfi ha trasformato in realtà vale la spesa. Lo dicono i numeri: 500 spettatori di media, punte di mille negli anni dei concerti d’oro. E il 2019 potrebbe essere uno di questi, perché torna Fresu, perché arriva una stella australiana, perché c’è Danilo Rea. Sant’Elpidio ha imparato ad amare il Festival, il 30% dei biglietti sono staccati in città, lo si capisce dal fatto che i residenti pagano 10 e non 15 euro. Il resto del pubblico arriva da fuori, tanti dall’Abruzzo e negli ultimi anni dall’Umbria. ‘Sant’Elpidio Jazz’ ha preparato una campagna pubblicitaria massiccia fino a Perugia per riempire i 712 posti a sedere della piazza.

“Vent’anni in un batter d’occhio. Ma come mai il Jazz a Sant’Elpidio a Mare? A questa domanda rispondo con la passione personale, con uno stage da musicista dilettante negli anni 90 prima a Londra e poi a Boston alla Berklee. Ho vissuto il grande insegnamento, l’armonia e lì parlando con gli americani ho deciso di portare il Jazz a casa mia. Il professore della Berklee non ha avuto dubbi, mi ha chiesto solo di fare un piano: make a plan. Fino a quel giorno, era il 1999, loro avevano un accordo solo con l’Umbria Jazz. Così ho intercettato Greg Burke, docente al Berkeley College of Music. Siamo nati come jazz academy, poi sono arrivati i concerti trovando la sintonia nel Comune e nella Carifermo”. Pian piano Sant’Elpidio è diventato un villaggio musicale con corsi dalle 8 del mattino fino alle jam session notturne. La passione personale era diventata una risorsa per il territorio. “Da scuola a festival nel giro di un anno” aggiunge Alessandro Andolfi che è andato avanti con il suo ‘make a plan’ chiesto da Perricone della Berklee. Ha trovato pian piano imprenditori ed enti al suo fianco. Sono arrivati i primi grandi ospiti come Kenny Wheeler, “a cui è dedicato il concerto del 30 luglio”, e le collaborazioni con artisti di ogni età “perché il jazz unisce e non crea barriere tra generazioni. Anno dopo anno la sensibilità del territorio è cresciuta, dopo 20 posso dire che una traccia l’abbiamo lasciata”.

Alberto Palma, numero uno della Fondazione Carifermo, è un appassionato di Jazz: “La Fondazione c’è dal primo anno, siamo uno dei possibili sovventori delle iniziative rimasti in provincia. Ci siamo e per quanto possibile resteremo col Jazz e l’Ente Contesa”. Come c’è Raimondo Arcolai dell’Amat: “Vent’anni sono una storia che va raccontata. Ed è vero che nasce tutto dalla passione. Un progetto come questo ha un valore straordinario, anche nel modo in cui cresce e resiste. Dal 2015 siamo un circuito multidisciplinare, andando oltre alla prosa, inserendo danza, musica e circo. Quest’anno c’è un programma da città metropolitana”. I concerti, 15 euro a biglietto tranne il primo a cinque, si terranno tra il 30 aprile e il 6 agosto, tutto il programma su www.jazzdimarca.it

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