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Brevetto della Tecnofilm: è nato l'asfalto che inquina meno e dura di più. Canigola: 'Lo testiamo sulla Mezzina'

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Un prodotto che contiene gomma riciclata da pneumatici a fine vita ed è ora in fase di sperimentazione, dopo un lungo iter di ricerca e sviluppo del progetto Ecomobi.

SANT’ELPIDIO A MARE – Percorrere una strada sapendo di inquinare di meno e di stare su un tratto in cui la sicurezza è maggiore? Da oggi è possibile grazie al compound brevettato dalla Tecnofilm di Sant’Elpidio a Mare che rende l’asfalto migliore e di più lunga durata. Almeno questo dicono gli studi dell’università di Bologna e di vari esperti, ma è la sperimetanzione sul campo che serviva. E a offrirla è la Provincia di Fermo: trecento metri di strada in cui aumentare la sicurezza, ridurre il rumore testare un prodotto innovativo, Rd Prene che è un modificatore di bitume contenente gomma riciclata da pneumatici a fine vita. “Tutto questo c’è dietro l’asfalto che è stato posizionato sulla strada provinciale Mezzina, in un tratto che corre nel territorio di Sant’Elpidio a Mare” spiega la presidente Moira Canigola.

Un prodotto che contiene gomma riciclata da pneumatici a fine vita ed è ora in fase di sperimentazione, dopo un lungo iter di ricerca e sviluppo del progetto Ecomobi. Il brevetto dell’azienda elpidiense si è incrociato con l’asfalto fornito dalla Bitumtec del Gruppo Api e l’università Alma Mater di Bologna che ha eseguito tutti i test sul prodotto, validandone l’efficacia. “Terminata la ricerca, abbiamo proposto alla Provincia di testare l’asfalto e la risposta è stata subito positiva” spiega Roberto Cardinali, Tecnofilm.

“Abbiamo scelto di intervenire su uno dei tratti chiave del territorio, in cui troppo spesso si sono verificati incidenti. I nostri tecnici hanno valutato il compound prodotto dalla Tecnofilm, azienda d’eccellenza della nostra Provincia che ringrazio per averci coinvolto. Abbiamo potuto così rinnovare, investendo anche nostre risorse (20mila euro, ndr), un tratto di strada, usando questo bitume che offre un'alternativa performante ed ecosostenibile” afferma la Presidente Moira Canigola.

L’asfalto del campo prove è uno “Stone Mastic Asfalt" (SMA): ha una elevata rugosità superficiale realizzata selezionando una miscela d’inerti di diverse dimensioni. Viene usato in situazioni dove è necessario aumentare l’aderenza delle ruote dei veicoli all’asfalto, ad esempio in tratti dove c’è un elevato rischio di scivolamento per velocità o curve pericolose.

Si sono incrociate quindi la capacità del privato all’azione del pubblico. Il progetto Ecomobi è stato finanziato dal programma di ricerca europea Horizon2020, fornirà ai produttori di PmB (Polymer modified Bitumen) un'alternativa performante, economica ed ecocompatibile ai modificatori tradizionali. Il prodotto della Tecnofilm è tra il 3-6% del bitume, che è il 10% di quello che si vede poi in strada, ma è considerato il valore aggiunto. “Offre un risparmio sui costi per la produzione di PmB e contribuisce ad una maggiore durata della pavimentazione stradale e alla riduzione del rumore del traffico. Inoltre, utilizzando un modificatore di bitume basato su pneumatici fuori uso (PFU), i nostri clienti ridurranno il loro impatto ambientale (meno CO2), aumentando le loro credenziali ecologiche e l'immagine aziendale” puntualizza Roberto Cardinali.

Tra l’altro è un percorso altamente ecosostenibile, visto che aumenta il recupero dei PFU.“L'industria automobilistica europea genera circa 3,2 milioni di tonnellate di PFU ogni anno” spiega Daniele Fornai, responsabile operazioni di Ecopneus, partner di Tecnofilm in questo percorso. Il collocamento in discarica degli pneumatici a fine vita è stato dichiarato illegale nel 2006. Tuttavia, le vecchie aree di discarica in Europa ospitano ancora circa 5,7 milioni di tonnellate di pneumatici immagazzinati, ponendo una seria minaccia per l'ambiente e la popolazione a causa dei frequenti incendi. “Almeno il 50% dei materiali da PFU viene valorizzato all’estero, a vantaggio dell’industria del Paese ricevente. Lo sviluppo della nostra tecnologia consentirebbe quindi di riportare in territorio nazionale il valore che oggi viene trasferito oltre le Alpi, con ricadute positive per l’industria ed il territorio nazionale e locale” aggiunge Fornai. La Mezzina è stata scelta “perché uno dei requisiti per la validazione doveva essere l’alto numero di auto giornaliere di passaggio. Lo valuteremo e poi vedremo in futuro: è evidente che questa operazione è stata resa economicamente possibile perché il privato ha coperto le spese del prodotto” conclude la Presidente Moira Canigola che ora, dopo che la Asfalti Srl ha terminato la stesura, attende il report che dovrà convalidare lo studio del professor Cesare Sangiorgi del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali di Unibo.

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