Casette, il campo da calcio allagato fa emigrare la squadra. "Cosa fanno le istituzioni per noi?"

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È in questi momenti che emerge la solidarietà sportiva e un primo aiuto è arrivato dalle società Elpidiense Junior, Elpidiense Cascinare, Real Citanó, Torrese, Monte e Torre.

CASETTE DETE – Da campo da calcio a laghetto artificiale. Tutto in poche ore. Ma nessuno può brindare all’evoluzione del campo sportivo Brancadoro. “Stavolta l'esondazione del fiume Ete Morto del 23 marzo ha fatto meno notizia sui media perché fortunatamente rispetto al 2011 non ci sono state vittime e le abitazioni non sono state interessate. Purtroppo però il nostro campo sportivo non è stato risparmiato e più di un metro d'acqua ha invaso uniformemente tutta l'area dell'impianto allagando il terreno di gioco, il parcheggio, e soprattutto gli spogliatoi e tutti i locali accessori” sottolineano i vertici della società casette d’Ete.

Come se non bastasse, anche la strada di accesso è stata in parte erosa lasciando in ginocchio i giovani atleti. “Dovremo svolgere le proprie attività di settore giovanile e prima squadra lontano dalle mura amiche fino al termine della stagione sportiva”. È in questi momenti che emerge la solidarietà sportiva e un primo aiuto è arrivato dalle società Elpidiense Junior, Elpidiense Cascinare, Real Citanó, Torrese, Monte e Torre. Nell’emergenza si trova un appoggio, ma possibile che non si possa evitare e prevenire? Quale ruolo stanno giocando le istituzioni dopo che Diego Della Valle ha rimesso a posto e messo a disposizione gratuitamente l’area dopo l’alluvione del 2011?

 "L'argine del fiume che costeggia l'intero lato est del campo sportivo – sottolinea il presidente Corradini - è stato rinforzato dalla Provincia nella sua base con massi rocciosi ma non è stato riportato alla sua originaria altezza che era di circa due metri. Ora l’argine è a raso del terreno di gioco e l'acqua ha fatto il suo ingresso incontrastato nell’impianto”. Stracci e scopettoni hanno fatto compagnia  dirigenti durante i gironi di Pasqua: “Abbiamo salvato quantomeno le attrezzature utili alle squadre per i prossimi allenamenti. Ma chi ci ripagherà tutto? Stavolta – conclude il presidente del Casette calcio - qualcuno sarà chiamato a rispondere di danni procurati nelle sedi competenti”.

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