La Croce Azzurra ti porta a fare la spesa, ma dove lo decide lei. Scoppia la polemica

VOLANTINO croce

Di fronte a questo, si è scatenata una bagarre politica. La prima a intervenire, in modo molto duro e critico, è stata la sindaca di Monte Urano, Moira Canigola. Poi, in difesa del servizio, la consigliera regionale Marzia Malaigia.

di Raffaele Vitali

MONTE URANO – “Pronto, Croce Azzurra? Salve, vorrei andare all’Oasi mi può portare?”. Dispiace per il cittadino, ma il mezzo della croce guidata da Robin Basso al centro commerciale non arriva, unica fermata il Sì con Te di al confine tra Sant’Elpidio a Mare e Monte Urano. Vero, nessuno scherzo. Anziché verso il Murri, il mezzo della pubblica assistenza va al supermercato. Certo, non con l’ambulanza o l’automedica. Lecito, non lecito? Non ci sarebbe alcuna violazione di regole o norme, stando all’Asur, anche se un dubbio è latente: ma chi viene caricato? Ovvero, resta la funzione sociale?

Se uno si fermasse al disegno sul volantino pubblicitario che promuove l’iniziativa, non avrebbe dubbi: una signora anziana, con tanto di bastone, presa sottobraccio da un volontario. Se però uno legge il testo, non trova alcuna classificazione di utente, ma solo un “Gratis a fare la spesa”. Questo potrebbe far venire meno il senso di servizio sociale, a meno che portare il 20enne universitario fino al Sì non sia considerato tale.

Di fronte a questo, si è scatenata una bagarre politica. La prima a intervenire, in modo molto duro e critico, è stata la sindaca di Monte Urano, Moira Canigola: “Corretto che una Onlus come la Croce Azzurra porti avanti un’attività simile che non rientra tra le proprie finalità statutarie? È corretto farlo con un solo privato senza tener conto di tutte le altre attività commerciali?”. Altre poi le domande dell’amministrazione monturanese, che termina con un giudizio chiaro: “Riteniamo questo irrispettoso del ruolo della Croce Azzurra Onlus e irriguardoso nei confronti di tutti gli altri commercianti”. La richiesta finale è una sola: interrompere il servizio. ma passano 24 ore e l’assist a Robin Basso arriva dalla consigliera regionale Marzia Malaigia, anche lei di monturanese: “Ero perplessa all’inizio, poi ho capito che parliamo di un sistema di assistenza domiciliare efficiente ed in grado di fornire risposte appropriate e tempestive alle esigenze straordinarie o quotidiane delle persone più in difficoltà della nostra comunità”. Passaggio chiave questo delle ‘persone in difficoltà’ che però non emerge nel volantino pubblicitario, in cui troneggiano orari e numeri da chiamare per andare dritti al supermercato. “Se questa iniziativa sia stata promossa in secondo ordine anche per far quadrare i conti dell'Associazione attraverso la collaborazione con il Superstore, ne gioverebbe comunque il bene del nostro territorio, riuscendo di fatto in questo modo a garantire più servizi per la collettività. Non è accettabile la critica della sindaca in difesa dei commercianti, vista la disponibilità dichiarata da parte della Croce Azzurra ad accettare eventuali nuove richieste”.

Visioni diverse per una scelta in ogni caso ‘rivoluzionaria’. Basso, tirato per il bavero della camicia, prova a spiegare: “Non siamo uno sponsor, ci muoviamo con umiltà, riservatezza e comprensione da 30 anni. Non svolgiamo solo servizi sanitari, ma anche sociali, come si evince dallo statuto. Questo dovrebbe essere noto all’amministrazione monturanese visto che ogni giorno trasportiamo utenti del suo paese presso il Centro Montessori. Per questo siamo aperti ad accogliere e valutare tutti i progetti provenienti da privati o pubbliche amministrazioni, purché questi siano volti a scopi sociali”. Scopi sociali, ecco il punto chiave: certo paragonare l’attività del Montessori a quella del Sì è un po’ rischiosa, ma si vede che quel ‘con te’ racchiude umiltà, riservatezza e comprensione. Almeno secondo Robin Basso.