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Terrenzi chiude la scuola d'infanzia di Casette d'Ete: la minoranza all'attacco

Alessio Terrenzi web

Forza Italia, Può essere meglio e Democratici e popolari in una nota congiunta: "Per Casette meno rotonde inutili e più servizi scolastici".

 SANT'ELPIDIO A MARE -

Terreni chiude la scuola d'infanzia di Casette d'Ete: la minoranza all'attacco

FI, PEM e DP in una nota congiunta: "Per Casette meno rotonde inutili e più servizi scolastici".
SANT'ELPIDIO A MARE - Tre classi della scuola d'infanzia di Casette d'Ete, ex SS. Redentore", verranno smistate tra Castellano ed il capoluogo. Una decisione improvvisa quella che nei giorni scorsi ha preso il sindaco Alessio Terreni e che ha scatenato non poche polemiche. Il primo cittadino ha difeso la sua scelta con l'assenza della documentazione che attesta la sicurezza della struttura che ospita la scuola. E a questo si aggiunge anche la nota della società Avendo, che gestisce il servizio mensa, che ha messo a conoscenza dell'assenza di alcune attrezzature necessarie per lo svolgimento del servizio. Ad avvisare della vulnerabilità sismica è stata una lettera anonima, giunta in Comune, spedita da un sedicente "gruppo di genitori dei bambini che frequentano la scuola".
Da qui è nata la decisione di Terrenzi. Altri genitori però non sono d'accordo e ieri, in una nota i referti dei gruppi consiliari di Forza Italia, Democratici e Popolari e Può Essere meglio esprimono la propria preoccupazione.
Nello specifico si contesta "l'inesistenza dei presupposti legali per la chiusura: il certificato di vulnerabilità sismica, la cui mancanza è la fonte della decisione, può essere prodotto sino al 31.12.2018, essendo stato posticipato i primi di agosto dal decreto c.d. “Milleproroghe”, il termine entro il quale debbono essere sottoposti a verifica di vulnerabilità sismica gli immobili adibiti ad uso scolastico situati nelle zone a rischio sismico classificate 1 e 2";
"La sicurezza degli edifici comunali - prosegue la nota - è per legge ascrivibile al sindaco, pertanto spetta a lui produrre la relativa documentazione riguardante il rispetto della normativa sulla sicurezza di cui, oggi, egli lamenta la mancanza;
La certificazione di conformità dell’abbattimento delle barriere architettoniche non è stata mai prodotta sino ad oggi dal precedente gestore perché nessun bambino disabile ha mai frequentato la scuola d’infanzia. Ciò non toglie che nel momento in cui la scuola viene presa in carico dal Comune, questi ha l’obbligo di eseguire i lavori di adeguamento ed eventualmente compensare i costi sostenuti con i canoni di locazione da pagare al proprietario della struttura;
Quindi si chiedono congiuntamente i referenti dei gruppi: "Si può chiudere una scuola sulla base di una lettera anonima? E' condivisibile la preoccupazione sulla sicurezza degli ambienti scolastici, ma questa preoccupazione non doveva essere preventivamente risolta in previsione dell’inizio dell’anno scolastico? Quando il Comune, nel corso del 2017, prese in carico la scuola, non aveva effettuato le verifiche di sicurezza del caso che oggi tanto preoccupano il Sindaco?
La vicenda mostra la distanza siderale fra l’amministrazione e la cittadinanza: nessuna riunione, nessun incontro, solo sterili comunicati di chi si vantava di esser l’alfiere della partecipazione!
Ulteriore conferma della capacità di amministrare del Sindaco! Il Sindaco ha inoltre riferito che il servizio mensa non poteva essere fornito perché la ditta appaltatrice ha segnalato la mancanza di alcune attrezzature. Possibile che una ditta di ristorazione o il Comune non sia in grado di reperire in tempo utile i soli banchi di lavoro visto che la cucina era utilizzata solo per lo “sporzionamento” dei pasti? In merito al problema muffa: crediamo sia fisiologica per una stanza chiusa da più di 3 mesi. A chi spetta la normale cura e manutenzione degli ambienti scolastici ? Sempre al Comune!
Che dire poi della lettera consegnata a mano con “l’ultimatum” al Parroco nel quale si faceva richiesta di produrre tutta la documentazione in oggetto, in meno di 24 ore?
Domande che difficilmente troveranno una risposta seria. Certo è che quanto è successo oggi rimarrà nella mente dei cittadini del quartiere di Casette d’Ete. Sindaco, accetti un consiglio: per Casette meno rotonde inutili e più servizi scolastici".

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