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Due furti per un colpo: tutto in una notte. Quel senso di impotenza che spaventa Porto Sant'Elpidio

Quando aprono il bagagliaio, l’amara sorpresa: dentro ci sono le bombole. Quindi non c’è spazio. Provano allora, ed ecco il cambio piano che fa saltare il colpo, a rompere la colonnina trascinandola in strada.

carabinieri notte web


PORTO SANT’ELPIDIO – Quello che più colpisce il cittadino è il senso di impotenza. Perché quanto accaduto ieri a Porto Sant’Elpidio supera anche l’immaginazione. Dei ladri entrano in un deposito del Comune ed escano, rubandolo, con un autocarro con braccio meccanico. Tranquilli si dirigono sulla Statale Adriatica, luogo del secondo obiettivo. Nel mentre, però, un complice visita una azienda di calzature, ma questa volta non per rubare scatole pine, ma un’auto parcheggiata nel giardino, un’Opel Zafira. Il motivo si capirà dopo poco.

Arrivati sulla Statale, sanno esattamente cosa fare, anche se si trovano a duecento metri dalla stazione dei Carabinieri, quindi un luogo che dovrebbe farli sentire insicuri. Bloccano la statale con un’auto e poi con il braccio meccanico divelgono la colonnina del self service del benzinaio Erg. Un’operazione rumorosa e non certo breve. Ma la fanno con tranquillità. A quel punto, però, arriva il primo problema: caricare la ‘cassaforte’ dentro la Zafira. Quando aprono il bagagliaio, l’amara sorpresa: dentro ci sono le bombole. Quindi non c’è spazio. Provano allora, ed ecco il cambio piano che fa saltare il colpo, a rompere la colonnina trascinandola in strada. Ma non cede. E così, capito che ormai il caso è stato troppo e che anche se sono le 4 del mattino qualcuno guarda, si danno alla fuga. Danni, tanti, al benzinaio. Danni all’auto del calzaturiero che per riportarsela in azienda ha anche dovuto pagare il carro attrezzi. Tutto in una notte, tutto a duecento metri dai carabinieri e sulla strada più trafficata della città.

Indagano i carabinieri,che stanno visionando immagini e ascoltando persone. Tutto fa pensare ai colpi messi a segno tra Ascoli e San Benedetto. Stessa tecnica, stessa sfrontatezza, ad Ascoli colpirono davanti alla questura. Ma in quel caso, i ladri sbagliarono ancora di più e uno venne preso. La caccia è iniziata.

r.vit.


Colpo nella notte. Scardinano con la gru la colonnina del self service dell'Erg di P.S.Elpidio

Erano le 4.30 del mattino quando un autocarro da muratore con gru incorporata ha abbattuto il self service del benzinaio Erg lungo la Statale Adriatica.


PORTO SANT’ELPIDIO - Colonnina del benzinaio piena di soldi divelta nella notte a Porto Sant'Elpidio. Erano le 4.30 del mattino quando un autocarro da muratore con gru incorporata, di proprietà del Comune, ha abbattuto il self service del benzinaio Erg lungo la Statale Adriatica. Statale che era stata bloccata con un'altra auto. Un colpo che sembrava facile facile, ma i ladri hanno dovuto trascinarla in mezzo alla strada non riuscendo a portare via nulla. A quel punto il caos e l’arrivo della Polizia che indaga.

Dal Nobel a P.S.Elpidio. Carlo Urbani, "il cavatappi della felicità", vivrà con i suoi valori nel polo scolastico

Cerimonia di intitolazione. “Ognuno ha le sue responsabilità. Come comunità educativa, come scuola vogliamo formare non solo studenti competenti, ma ricchi di valori. Vogliamo riconquistare il linguaggio della solidarietà".

urbani andrenacci


di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO – ‘Non fatevi rubare i vostri sogni’ ripeteva Carlo Urbani. E quale miglior luogo di una scuola per far vivere questo motto? Per ricordare il medico della Sars, a cui da oggi è intitolato il comprensorio scolastico di Porto Sant’Elpidio, si muovono tutti: politici, professori, medici, imprenditori e studenti, che sono il vero obiettivo di questa giornata di sensibilizzazione. “Intitolare una scuola a un medico conferma relazioni e legami tra sanità e scuola, due pubbliche istituzioni che collaborano. Sanità è seguire situazioni di disagio ed handicap, oltre al mondo dell’ospedale, che passano anche dentro la scuola” introduce il direttore dell’Asur 4 Licio Livini.

urbani orchestraLa decisione di intraprendere la strada dell’intitolazione, ricorda il preside, è nata con il prof Mario Andrenacci, presidente del consiglio d’istituto: “L’intitolazione è il frutto di un percorso attivato dentro la scuola. Una commissione di docenti ha trovato alcuni nomi, da Mandela a Manzi, oltre a Carlo Urbani. Il lavoro della commissione è entrato nel collegio docenti e qui abbiamo individuato il nome per le qualità e i pregi di questa figura. Poi abbiamo fatto una consultazione online tra ragazzi e famiglie”. Alla fine nessun dubbio, Carlo Urbani è stato il più votato ampiamente: 46% per Urbani, 26% Mandela, 18% Hack e Manzi 8%.

“Il simbolo della nostra scuola rappresenta l’integrazione tra tre istituti, tra tre figure, studente, docente, ata. In mezzo c’è il cuore dell’Aicu e ci sono i Medici senza frontiere. Figure che in ogni caso pensano all’ultimo come al primo. Come insegnante ci siamo confrontati con i ragazzi. Non è mai scontato il confronto con gli alunni. Parlare con i giovani ci dimostra che parlare delle conquiste non è scontato”. Pensiamo ai diritti, non più così definiti, come il diritto all’accesso ai farmaci essenziali, all’assistenza sanitaria: “Ognuno ha le sue responsabilità. Come comunità educativa, come scuola vogliamo formare non solo studenti competenti, ma ricchi di valori. Vogliamo riconquistare il linguaggio della solidarietà. Questa iniziativa non è un punto di arrivo, anzi è un punto di partenza. Urbani lottava per i diritti di chi neppure conosceva, noi dobbiamo fare lo stesso”.

Chi sia stato ed è Carlo Urbani lo spiega Vincenzo Varagona, amico e scrittore del libro al medico dedicato. “Perché Carlo Urbani? Ho chiesto agli organizzatori”. Quando il giornalista Varagona ha scritto il libro ha pensato proprio a questa domanda, che ripete ogni volta che una iniziativa riaccende la luce sul dottore: “Nel libro abbiamo raccolto testimonianze di quanti, dalla fanciullezza all’università, periodo in cui ha maturato la convinzione di impegnarsi in prima persona sugli scenari più fragili del pianeta. Una cinquantina di testimonianze per documentare quello che era stato fatto”.

Il libro è stato tradotto in taiwanese, nella lingua di quell’Oriente in cui “Carlo era considerato un eroe” parola che, ricorda Varagona, non piacerebbe a Carlo Urbani. Lui era uno che lavorava per quello che amava, “era un eroe normale” che però faceva cose straordinarie. “Certezza e diritto alla salute a livello internazionale sono i pilastri della sua battaglia. Non era un missionario buono, era un dirigente dell’Oms che condannava l’impotenza contro la lotta delle multinazionali dei farmaci per assicurare un farmaco che costa pochissimo al mondo più povero. Questo lavoro avviato l’ha lasciato in eredità a chi ne segue le orme, ma soprattutto alla politica internazionale”.

Francesco Ventrice ha scritto la favola ‘Carlo cuor di coraggio’ che sul palco viene letta, in un silenzio irreale per un teatro prima rumoreggiante, dalla giovane attrice Emily Bernabei. “Ho incontrato Carlo e di lui ricorderà il sognatore incallito. Lui non ha combattuto solo al diritto alla salute, ma per il diritto di essere felici. Va ricordato come una persona che ha avuto il coraggio di combattere per i propri sogni e grazie a questo è diventato felice”. E ora vola come una rondine, la protagonista finale della favola di Ventrice, da un nido all’altro. E il prossimo sarà alla Camera, dove grazie all’impegno dei parlamentari parmigiani, in primis l’elpidiense Paolo Petrini, una mattinata sarà dedicata al lavoro di Urbani.

Memoria e sintesi sono le parole che secondo Umberto Eco guideranno il futuro. E allora ecco come sintetizzare Carlo Urbani in un secondo: “Cavatappi. Lui era un cavatappi che apriva la solidarietà delle persone, ma che soprattutto apriva alla felicità”. Un cavatappi che nel 1999 ha preso il Nobel, per i suo impegno con Medici Senza Frontiere, nel 2003 per primo ha scoperto la Sars e che per debellarla ha dato, non come eroe, ma come professionista, la sua vita. “Era un vero professionista, che racchiudeva le tre dimensioni: aveva cultura e studiava; aveva passione, che l’ha portato a viaggiare supportato dalla sua famiglia; aveva grandi doti umane, sapeva mettersi in relazione con le persone che avevano bisogno. Era un medico con la M maiuscola” concludono strappando l’applauso Gianni Genga ed Emilio Amadio, oggi uno dirigente e l’altro presidente dell’Aicu, entrambi amici e colleghi del Carlo Urbani dottore all’ospedale di Macerata.

“Sono in Vietnam e immagino le mie dolci colline marchigiane. Sono cresciuto inseguendo il coraggio di incarnare i sogni. Credo di esserci riuscito, ho fatto dei sogni la mia vita”. Sono queste le parole di Carlo Urbani che chiudono la cerimonia con l’assegnazione del premio giornalistico a Teresa Maria Antognozzi Caraffa e, per il prodotto multimediale, al trio femminile Concetti, Cifani, Riccioni.

@raffaelevitali

Bucano la parete, rubano l'auto, sfondano la vetrata e scappano: notte da ladri alla Nardi's Car

Senza allarmi, il colpo è stato scoperto questa mattina. A quel punto sono partite le ricerche, oltre alla Scientifica che ha operato nella concessionaria, che hanno portato alla scoperta della Zafira, rimasta impantanata in una via secondaria.

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PORTO SANT’ELPIDIO – Erano ben organizzati i ladri che hanno colpito questa notte a Porto Sant’Elpidio la concessionaria Nardi’s Car. Sapevano come muoversi, ma hanno sbagliato previsione, perché pensavano di trovare contanti. Lo dimostra la dinamica del furto.

La banda è entrata facendo un buco sulla parete laterale dopo aver tagliato i fili del sistema di allarme esterno. Una volta dentro, hanno isolato il sistema interno, tanto che quando il proprietario è arrivato a terra ha trovato la centralina staccata, con tutti i fili divelti. E infatti, nessun allarme è suonato, neppure quello collegato al cellulare. A quel punto, dopo aver cercato nei cassetti e negli uffici si sono spostati nell’officina e hanno preso una Opel Zafira con cui hanno sfondato la vetrata dell’officina. E così sono usciti.

Senza allarmi, il colpo è stato scoperto questa mattina. A quel punto sono partite le ricerche, oltre alla Scientifica che ha operato nella concessionaria, che hanno portato alla scoperta della Zafira, rimasta impantanata in una via secondaria sul lungomare a quella che porta al camping La Risacca. Se abbiano sbagliato oppure volessero raggiungere lo chalet da una via secondaria, non è chiaro.

Bolkestein, un'ondata sulle coste italiane. "No alla proroga" per l'avvocato della Corte Ue

La regione Marche si è immediatamente schierata con l’assessore al Turismo Mauro Pieroni al fianco dei concessionari: "E' necessario ancora maggiore impegno per dare una certezza dovuta".

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BRUXELLES – Piove e si alzano le onde sull’Adriatico. E non poteva iniziare diversamente una giornata dopo la notizia arrivata da Bruxelles: la ‘quasi’ bocciatura della proroga delle concessioni sino al 2020 decisa dal governo. In attesa del verdetto finale della Corte di giustizia Ue, è arrivato un primo pollice verso, dall'avvocatura generale di Lussemburgo, che nelle sue conclusioni presentate ieri ha ritenuto che la legge italiana sia contraria al diritto europeo.

Secondo l’Europa, la norma italiana creerebbe una discriminazione tra gli operatori economici impedendo l'ingresso sul mercato ai nuovi entranti. Secondo l'avvocato generale della Corte Maciej Szpunar, la direttiva servizi Ue, nota come 'Bolkenstein' dal nome del commissario Ue che la concepì, “impedisce alla normativa nazionale di prorogare in modo automatico la data di scadenza delle concessioni per lo sfruttamento economico del demanio pubblico marittimo e lacustre”. Il nodo è la limitata disponibilità del servizio “in ragione della rarità o comunque della limitatezza delle risorse naturali”. Per cui, secondo la Bolkestein le concessioni devono essere assegnate secondo una procedura di selezione imparziale e trasparente, per una durata limitata, e non possono essere oggetto di una proroga automatica”.

L’Italia è dal 2009 che proroga, ma questa volta è arrivato il primo richiamo ufficiale dopo che il ricorso di due ‘bagnini’, uno sul lago di Garda e uno in Sardegna, è approdato alla Corte di Lussemburgo. La sentenza vera e propria arriverà nell'arco dei prossimi mesi, e le conclusioni dell'avvocatura non sono vincolanti, ma nella maggior parte dei casi vengono seguite. “Seria preoccupazione” per le associazioni dei balneari che chiedono un intervento immediato del Governo italiano.

Per quel che pesa, la regione Marche si è immediatamente schierata con l’assessore al Turismo Mauro Pieroni al fianco dei concessionari: "E' necessario ancora maggiore impegno per dare una certezza dovuta a chi fonda il proprio sostentamento e delle proprie famiglie sulle imprese turistiche della balneazione che, tra l'altro, danno anche occupazione e contribuiscono alla tutela delle spiagge- conclude-. Da parte della Regione Marche e mia personale, massima disponibilità a sostenere le ragioni dei concessionari balneari e a studiare insieme le possibili soluzioni alternative nel caso che la Corte di Giustizia si pronunci a sfavore, anche sulla scorta di questo ultimo intervento".

r.vit.

Ladri scatenati a P.S.Elpidio: rubano auto alla Nardi's Car e poi colpiscono alla Risacca

Alla fine, però, l’arrivo dei carabinieri li ha spaventati e se ne sono andati lasciando la vettura, che i militari stanno verificando se essere proprio quella trovata di fronte allo chalet.

nardisfurto


PORTO SANT’ELPIDIO – Notte di furti a Porto Sant’Elpidio. Prima hanno sfondato una entrata laterale della concessionaria Nard’s Car, al confine con Civitanova, poi, con la macchina rubata in concessionaria sono arrivati al camping alla Risacca, dove hanno rovistato, cercando di trovare qualche soldo, in ogni angolo della struttura.

Alla fine, però, l’arrivo dei carabinieri li ha spaventati e se ne sono andati lasciando la vettura, che i militari stanno verificando se essere proprio quella trovata di fronte allo chalet. Anche perché, un’altra auto rubata è stata usata nel tentativo notturno a Monte Urano di far saltare il bancomat (LEGGI). Alla Nardi’s sono stati portati via anche numerosi navigatori nuovi.

redazione@laprovinciadifermo.com 

Inseguimento da film sul lungomare: 36enne arrestato su un'auto rubata a P.S.Elpidio

Sia il 36enne, sia la ragazza che stava con lui sono stati segnalati in stato di libertà per concorso in ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli.

carabinieri notte web


FERMO - E' stato arrestato M.F., 36 anni, di origine pugliese, senza fissa dimora anche se da tempo domiciliato nel Fermano, che nel tardo pomeriggio di ieri, all'alt dei carabinieri dell'aliquota radiomobile di Fermo, anziché fermarsi aveva prontamente accelerato, costringendo i militari ad un inseguimento da film tra Porto Sant'Elpidio e Lido di Fermo.

L'auto su cui stava viaggiando il 36enne insieme a una ragazza, S.N., 24 anni, residente nel fermano, entrambi già noti alle forze dell'ordine, era risultata rubata poco prima a Porto Sant'Elpidio. La fuga dei due è durata poco. I militari li hanno fermati e bloccati quasi subito.

Da successivi controlli è emerso non solo che l'auto era rubata, ma che M.F. era sprovvisto di patente di guida perché revocata, e risultava colpito da un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Fermo per reiterate violazioni alle prescrizioni di misura di affidamento in prova ai servizi sociali in seguito a una condanna per traffico di sostanze stupefacenti. L'uomo è stato arrestato e tradotto presso la casa circondariale di Fermo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.

Sia il 36enne, sia la ragazza che stava con lui sono stati segnalati in stato di libertà per concorso in ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli: dalla perquisizione dell'auto sono stati rinvenuti numerosi strumenti e arnesi da scasso.

Il Capitano Roland Peluso della Compagnia di Fermo si è congratulato con gli agenti che, dopo i numerosi furti avvenuti nel fermano, in pochi giorni sono riusciti a identificare e assicurare alla giustizia i due soggetti.

Bomba del 1950 in spiaggia agita P.S.Elpidio: arrivano gli artificieri e torna la pace

Capitaneria di Porto e militari hanno presidiato la zona di fronte all'ordigno che secodno gli esperti è un mortaio da esercitazione.

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PORTO SANT’ELPIDIO - Passeggiava sulla spiaggia quando ha notato un pezzo di ferro dalla strana conformazione. L’ha guardato e ha capito che era una bomba. Ha immediatamente chiamato i carabinieri che sono arrivati sul lungomare sud di Porto Sant’Elpidio, seguiti dal sindaco Nazareno Franchellucci

Capitaneria di Porto e militari hanno presidiato la zona per ore in attesa dell’arrivo degli artificieri da Ancona. Che sono arrivati verso le 16. Ma il loro intervento non è stato necessario. Perché l’ordigno era ormai inoffensivo. Si parla di un mortaio per esercitazioni del 1950 che è stao rimosso facendo tornare la spiaggia alla sua normalità.

Sei su sei: i ricorsi delle prostitute non passano. "Il regolamento di P.S.Elpidio è perfetto"

“Un regolamento nato con il comandante Gattafoni e il prefetto Pagliuca che ci ha fatto andare oltre le ordinanze, che hanno un tempo limitato”.

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PORTO SANT’ELPIDIO – Sei su sei. A Porto Sant’Elpidio le prostitute avranno vista dura. Perché il regolamento comunale che ne vieta l’attività funziona. “Pericolosità sociale” è il motivo principale del regolamento che il giudice richiama.

Duecento euro la multa che polizia municipale o forze dell’ordine commina, e contro cui le peripatetiche hanno provato a opporsi facendo ricorso. Ma la giustizia per una volta sta al fianco dell’amministrazione: “Sei ricorsi su sei rigettati. Il nostro regolamento è un esempio di efficienza”. Di certo è il migliore delle Marche. “Un regolamento nato con il comandante Gattafoni e il prefetto Pagliuca che ci ha fatto andare oltre le ordinanze, che hanno un tempo limitato”.

La mossa vincente è stata quella di identificare la zona, statale e vie di accesso, vietando la fermata delle auto e la contrattazione della prestazione che certifica il fine di rapporto sessuale.

r.vit.

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Elezioni, le idee di Marinangeli

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