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Molluschi e razze, stelle marine e molte uova: ecco la costa fermana studiata dalle Sentinelle del Mare

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“Abbiamo adottato il progetto scientifico dell’Alma Mater, partito nel 2000 quando è stato individuato un algoritmo che riconosce lo stato di salute del mare in base alla presenza di specie animali e vegetali, oltre che degli aggressori” spiega Corti, Confturismo.

PORTO SANT’ELPIDIO – L’Holiday è una delle strutture che funziona, “in un’estate che per ora viaggia con il segno meno”, e non poteva quindi la Confcommercio Marche Centrali scegliere location migliore per presentare i risultati del progetto ‘Le sentinelle del mare’ a difesa dell’ambiente. Porto San Giorgio, Marina Palmense e Lido di Fermo insieme alla spiaggia elpidiense sono state coinvolte per giorni, con il gran finale sulla spiaggia del family village. Alberto Corti è il responsabile di Confturismo nazionale, che raggruppa tutte le federazioni del turismo, dagli alberghi ai campeggi ed è lui he è arrivato da Roma per battezzare i risultati.

Marta Meschini, biologa dell’Università di Bologna, è il volto delle sentinelle, Francesco Navigli ed Eleonora Antonelli sono i collaboratori scelti dalla Confcommercio. “Abbiamo adottato il progetto scientifico dell’Alma Mater, partito nel 2000 quando è stato individuato un algoritmo che riconosce lo stato di salute del mare in base alla presenza di specie animali e vegetali, oltre che degli aggressori” spiega Corti. Come spesso accade, mancando la forza lavoro l’università non era riuscita a far partire il monitoraggio. Da qui l’intervento dell’associazione.

Il sistema è semplice e coinvolge target diversi, da chi fa le immersioni a chi passeggia sulla spiaggia. “Le schede compilate venivano poi mandate all’università per essere rielaborate e poter così creare una fotografia della biodiversità. Noi abbiamo deciso di supportare questo studio sullo stato del mare, permettendo ai biologi di insediarsi nelle diverse zone della costa” aggiunge Massimiliano Polacco, direttore regionale.

Quella del Fermano è una delle aree più attive tra le 27 coinvolte in Italia.  “Siamo riusciti a raccogliere i dati e a divulgarli, rendendo il turista partecipe, perché diventato protagonista dell’educazione e dello studio. Abbiamo fatto amare il mare, creando un amante della biologia, che magari poi se giovane diventerà biologo”. Tutto questo è stato possibile grazie agli operatori del turismo e ai residenti. Con una attenzione particolare ai bambini.

Alla base di tutto c’è un questionario, con fotografie annesse, che permette a tutti di diventare sentinella del mare. “Tante cose non si sanno e i bambi da questo punto di vista sono molto ricettivi. In particolare in quest’area ci sarebbe bisogno di lavorare con i più piccoli, da qui la volontà di un progetto apposito per loro, magari usando anche fumetti” sottolinea la Meschini.

Attività in acqua con maschera e occhialini, “una bambina ha trovato la stella marina”, poi in spiaggia, “dove hanno imparato a guardare. Mi rispondevano non c’è niente e invece lumachine e murici spesso le saltiamo senza accorgerci” prosegue la biologa.

Gli operatori hanno risposto con entusiasmo: “Speravano che i biologhi aumentassero nei giorni. Abbiamo toccato ogni angolo della costa, appoggiandoci a numerosi chalet, tutti li chiedevano” aggiunge Maria Teresa Scriboni. L’Holiday lavora da tempo sui bambini, “che sono il più grande ricettore”, sia per veicolare l’ambiente, sia per accrescerne la cultura. “Attività come queste diventano qualificanti per le strutture ricettive. Ormai dare valore aggiunto è un must oltre all’accoglienza migliore” ribadisce Gatti.

Cosa caratterizza il Fermano? L’esame delle schede lo dirà, ma la biologa anticipa: “Molluschi in primis, spesso non l’animale ma le uova. Poi vongole, seppie, stelle marine. E razze e rombi. Un dato che è emerso è che ci sono specie che prima non c’erano, molte si stanno insediando. Sta cambiando la tipologia di specie di tutto il Mediterraneo, anche per questo sono sempre di più i delfini”.

Di positivo c’è la poca presenza di rifiuti, “tolta della plastica”, che ha permesso alla ricercatrice bolognese di spiegare ai bambini cosa davvero è un rifiuto che inquina il mare: “Per i bimbi il rifiuto era l’alga, in queste giornate hanno capito che non lo è. Il vostro non è un mare degradato, ma noi abbiamo esaminato la parte prima dei frangiflutti. Sarebbe importante coprire una zona più distante dalla costa”. Solo così si raggiungerà l’obiettivo finale: “Una mappatura di tutto il Mediterraneo”. Che sarebbe impossibile senza il supporto della Confcommercio

E la politica? Pieno supporto. “Il nostro mondo deve coesistere con l’ambiente, con la nostra natura, con il bello che avevamo e sapevamo apprezzare” conclude l’assessore Elena Amurri.

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