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Il punto: due sindaci e un ballottaggio. Dominio Ortenzi a Montegiorgio, super Porrà ad Altidona. Nuova sfida a P.S.Elpidio

franhespoglio

A Porto Sant'Elpidio ora si tratta: Marcotulli ha bisogno di Felicioni che ha fatto bene nei numeri, lui è il candidato che ha inciso maggiormente come persona sugli elettori, ma non ha raggiunto lo scopo.

Avanti tutta, con la stessa macchina ma un pilota diverso. 881 voti contro 713. Il 49,49% degli elettori di Altidona ha scelto Giuliana Porrà e così, l’ex vicesindaca di Enrico Lanciotti, sale sullo scranno per i prossimi cinque anni guiderà la cittadina costiera. Si è fermato presto Rino Ferretti, indicato come possibile vincitore e con il suo 40,05% passerà la giornata chiedendosi se il 10% del terzo incomodo, Monia Monaldi, sarebbe potuto essere il suo. Altidona riparte dai lavori fatti, dal lungomare che verrà, dal suo centro storico da rivitalizzare. Riparte da dove Enrico Lanciotti l’ha lasciata, con una lista di lavori da fare, di problemi da risolvere, ma anche tanto da programmare.

Stesso copione a Montegiorgio, dove la vittoria di Michele Ortenzi è stata ancora più netta, visto che Marco Ramadori resta lontanissimo, un po’ come la sua idea di fermare la nuova scuola che invece il nuovo sindaco immagina cerniera tra Piane e centro storico. Ha preso 1859 voti l’uomo che ha saputo ridare al teatro Alaleona il dominio della Valtenna, mentre 1384 ne ha presi il civico di centrosinistra. Appena 362 quelli del candidato 5 Stelle Simone Vecchi.

A Porto Sant’Elpidio, dove gli occhi erano puntati sul Pd sconfitto alle Politiche, il sindaco uscente Nazareno Franchellucci va al ballottaggio. Difficile pensare meglio, anche perché ci arriva con un cospicuo vantaggio. Per il 34enne hanno votato 5262 cittadini, il 42,32%. A sfidarlo sarà il geometra del centrodestra, Giorgio Marcotulli, che ha preso 3071 voti, pari al 24,70%. Se fosse una partita di calcio, è un po’ come se Franchellucci avesse vinto la gara di andata per 3 a 1. Un risultato gratificante, ma che serve solo a ricaricare le pile in vista del ritorno dove tutti giocheranno contro di lui.

È evidente che Franchellucci ha fagocitato i voti “di sinistra” dei 5 Stelle elpidiensi, il Pd è tornato a risutati pre crisi con il 23,5%. Quelli che non si sono riconosciuti nell’alleanza nazionale con la Lega, ed è avvenuto in quasi tutta Italia, e che non hanno trovato in Moira Vallati la loro guida ideale. Sono loro i grandi sconfitti sulla costa, con il 10,71% di schede a favore. Ma non è andata meglio ad Alessandro Felicioni, l’uomo civico, l’uomo che ha fatto del mondo del web il suo biglietto da visita, avendo in lista i più attivi interlocutori delle pagine facebook cittadine. Ma questo non è bastato a farlo salire sul secondo gradino del podio. Ci si è fermato a qualche centinaio di metri (2563 voti), un po’ come se il traguardo fosse in piazza Garibaldi, bocciata senza se e senza ma dalla lista civica, e i suoi stessero ancora davanti al bar Taxi mentre gli altri tagliano il traguardo. Ha fatto bene nei numeri, lui è il candidato che ha inciso maggiormente come persona sugli elettori, ma non ha raggiunto lo scopo.

Di certo da oggi i voti di Felicioni diventano determinati e per Marcotulli si apre una battaglia complicata. Con l’apparentamento rafforzerebbe la coalizione, ma sarebbe destinato anche a perdere consiglieri tra i suoi. Si vedrà, molto dipenderà anche dai big che arriveranno in città, a cominciare dall’atteso Matteo Salvini, più funzionale rispetto ai tanti forzisti visti in città, visto che chiudono al terzo posto nella coalizione. Ora inizia la trattativa e Felicioni, come sua consuetudine, farà presto chiarezza chiudendo o aprendo in maniera chiara le porte delle sue tre colorate civiche.

Infine Francesco Pacini, sognava i 400 voti, si è fermato a 274, a riprova che non è ancora sufficiente il suo volto rassicurante, la sua campagna elettorale moderata, per far votare Casa Pound. Ma intanto ha preso più voti delle politiche e ha istituzionalizzato il partito.

I cittadini di Porto Sant’Elpidio hanno una certezza: il 24 giugno lo passeranno al seggio. Non sarà facile riportare le persone a votare, a di fronte ci sno due idee diverse di città: c’è la continuità con la chiusura dei progetti avviati da un lato, c’è la rottura dall’altro. Franchellucci ci arriva sereno, “si riparte da qui, con la stessa tenacia, determinazione e voglia di rimettersi in gioco, imparando dagli errori”.

Raffaele Vitali

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