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P.S.Elpidio verso il voto. Il civico Felicioni deve decidere: leader alternativo o uno dei candidati

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Il tempo è finito perché se si voterà il 27 maggio, le liste andranno presentate entro fine aprile. Praticamente in sei settimane si costruisce la squadra, oltre che il programma.

PORTO SANT’ELPIDIO – Il bivio è alle porte. Alessandro Felicioni deve decidere se vuole vincere le elezioni di maggio a Porto Sant’Elpidio. Il punto è come riuscire a prendere un voto in più dei suoi competitor. Il candidato sindaco, che si è presentato prima della fine dell’anno ai suoi cittadini indossando la maglietta del civico, ora ha davanti a sé il bivio: da una parte c'è la strada che corre in mezzo alla prateria, quelle dove non si incontra nessuno e si arriva in fondo da soli, ovvero il civismo puro; dall’altra c’è la Statale Adriatica, con i suoi incroci e le code improvvise, ovvero la coalizione. Felicioni non ha più tempo, deve decidere se diventare il candidato del centrodestra o se provare a sfidare tutti restando alla guida di un gruppo di cittadini più o meno esperti di politica. Il tempo è finito perché se si voterà il 27 maggio, le liste andranno presentate entro fine aprile. Praticamente in sei settimane si costruisce la squadra, oltre che il programma.

Uno dei problemi che deve fronteggiare Felicioni, oltre a quello di cominciare a parlare alla gente andando oltre ai tecnicismi dei suoi comunicati, è quello dell’interlocutore. Con chi parla il candidato sindaco per pianificare l’accordo con il centrodestra? Con forza Italia, e quindi con Farina e Mangiaterra, oppure con Fratelli d’Italia con Putzu e Marcotulli oltre a Balestrieri, o con la scatenata Lega di Famiglini e Lucentini? I primi sono in difficoltà, ancora in cerca di un nuovo leader dopo Ceroni. E sarà anche per questo che Felicioni è corteggiato direttamente da Guido Castelli, il sindaco di Ascoli piceno che ha giocato da attaccante nella campagna per le Politiche e che vuole prendere il controllo del partito a livello regionale in vista delle regionali tra due anni. La Lega ha l’ambizione di guidare la coalizione, ma risultato a parte in città non è così strutturata per poter ambire al ruolo. Indiscutibile invece il peso umano di Fratelli d’Italia, che ha anche un bacino di voti interessante, soprattutto utile per limitare l’ala destra che Felicioni non ha intenzione di imbarcare, ovvero Casa Pound.

Decidere è ora la vera sfida di Felicioni, che è candidato e ora deve diventare leader. Da parte sua il centrodestra è in difficoltà ed è debole rispetto al commercialista, perché non ha un nome credibile alternativo. Se non ci sarà accordo, la coalizione cha ambisce a guidare il paese dovrà trovare un possibile sindaco. Si creerebbe così una corsa a quattro: Franchellucci centrosinistra, Felicioni civico, mister/miss x centrodestra, mister/miss y Movimento 5 Stelle. Logico? A Felicioni, molto impegnato sui social, il compito di cambiare il percorso e sfidare da leader Franchellucci, grillini permettendo.

Raffaele Vitali

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