06202018Mer
Last updateMar, 19 Giu 2018 4pm

facebook gplus 32 twitter  RSS icon

Iscriviti al nostro canale Youtube

Intervista. Petrini, Pd: "Le Marche sono una regione in crisi. E dove c'è crisi il 5 stelle è più forte"

petrinialessandrini

Il deputato uscente: “Le cose fatte si dimenticano. La sicurezza copre tutto tra crisi economica e insicurezza, ha vinto il bruciamo tutto e poi si vedrà. Nessun ragionamento è stato fatto, figuriamoci a livello di collegi uninominali”.

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO – Per molti è il grande sconfitto, per tanti è la risorsa persa, per altri è il giusto esito dopo cinque anni a Roma. L’onorevole uscente del Partito Democratico Paolo Petrini è arrivato terzo, 32.032 voti, nel collegio uninominale Civitanova-Fermo vinto da Mirella Emiliozzi con 57.644 voti.

Paolo Petrini, si aspettava molto di più?

“Sapevo di essere candidato in un collegio difficilissimo, fin da un mese fa”.

Cosa glielo faceva pensare?

“Qui i 5 Stelle avevano 12mila voti di vantaggio già nel 2013, prima ancora delle divisioni del Pd”.

Questo non l’ha frenata e a rinunciare?

“Cabdidarsi è stato un dovere di partito, da fare senza guardare i sondaggi. Speranze recondite, magari qualcuno casca anche se è in vantaggio”.

Che impressioni ha avuto dalla campagna elettorale?

“Mi sentivo il piccolo artigiano con il prodotto straordinario senza marchio, ma gli altri avevano un prodotto basso con un grande brand. Girare mi ha lasciato un riscontro buono sotto il profilo personale, però poi i numeri dicono altro”.

Si aspettava la Lega così avanti?

“Pensavo che avrebbe superato Forza Italia, soprattutto nelle Marche”.

Nel suo collegio c’è anche il voto di Macerata, che ha premiato la Lega. Come lo legge?

“La Lega è stata brava a sovrapporre sicurezza a immigrazione. E ci sono stati eventi che gli hanno permesso di alzare le vele e correre di fronte a queste paure”.

Petrini, Pd letteralmente asfaltato nelle Marche. Come mai?

“Una regione che sta scivolando economicamente verso sud. E se guardiamo il giallo dei 5 Stelle, è evidente. Il Movimento è forte quanto più forte è la crisi”.

Un suo mea culpa su questo?

“Le Marche non hanno saputo reagire al cambiamento epocale. Poi la politica agisce in maniera trasversale. I contributi ci sono per tutti, ma c’è chi li sa usare. La politica può dare una mano all’economia, ma l’economia deve sapere quale mano farsi dare”.

Eppure i numeri erano positivi a livello nazionale?

“Le cose fatte si dimenticano. La sicurezza copre tutto tra crisi economica e insicurezza, ha vinto il bruciamo tutto e poi si vedrà. Nessun ragionamento è stato fatto, figuriamoci a livello di collegi uninominali”.

Renzi si è dimesso, era ora? Che farà ora il Pd?

“Sono un uomo di partito, ma sono sempre stato un outsider. Era inevitabile la sua decisione. Non ci si può esimere in questa fase. Andarsene prima non aveva senso, il congresso lo aveva ampiamente legittimato. Ha fatto tanti errori, ma come primo ministro è stato bravo. Come segretario invece si è circondato di un gruppo che non l’ha aiutato”.

E ora Petrini che farà?

“Politicamente nulla”.

Ma ci sono le amministrative.

“Spero che un buon sindaco come Franchellucci continui ad amministrare la città. Un sindaco davvero ma davvero bravo. A maggio sarà un’altra partita. La gente dovrà decidere se votare o meno un sindaco che è stato capace. Il dato è questo, anche se poi l’opposizione fa il suo dovere”.

VTEM Banners
VTEM Banners
VTEM Banners

Crolla il tetto su una classe dell'Iti Montani: vigili del fuoco in azione

Bookmakers bonuses with www gbetting.co.uk site.