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Elezioni. I 5 Stelle hanno le idee chiare: "Nuovo ospedale? Se aumentano i posti. Lavoro? Servono sgravi sui costi"

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Quattro stellati, ne mancano un paio nell’incontro all’alba con i giornalisti: Giorgio Fede, senato uninominale e ‘speaker’ del gruppo, Elena Andrenacci, che sulla sanità parla senza fermarsi mai, Ercole Matalucci e Rachele Silvestri, plurinominale alla Camera e voci del mondo del lavoro tra multinazionale e supermercato.

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO - Una torrefazione di caffè, La Vergara, come luogo di partenza e dare la scossa alla politica del sud delle Marche. Primo step di conoscenza in attesa dell’11 febbraio, quando alle 21 ci sarà l’evento pubblico alla casa del Volontariato per presentare il programma elettorale e dare la possibilità ai cittadini di ascoltare e chiedere.

Quattro stellati, ne mancano un paio nell’incontro all’alba con i giornalisti: Giorgio Fede, senato uninominale e ‘speaker’ del gruppo, Elena Andrenacci, che sulla sanità parla senza fermarsi mai, Ercole Matalucci e Rachele Silvestri, plurinominale alla Camera e voci del mondo del lavoro tra multinazionale e supermercato. In mano hanno un foglietto con 20 punti da realizzare. “Se già ne realizzassimo la metà sarebbe un grande successo” introduce Massimo Spina, consigliere comunale che insieme al compagno di scranno Marco Fioschini dà voce al Movimento a Porto Sant’Elpidio. La semplificazione della macchina amministrativa è quello da cui partire. “Sentir parlare chi governa da 20anni ripetere le stesse idee o copiando le nostre è imbarazzante” dicono compatti.

I volti

Giorgio Fede, “mai fatta politica diretta”, è militante dal 2009. Un tecnico, “da trent’anni studio e applico le leggi”, che arriva da San Benedetto, dove ha fatto anche il rappresentante di quartiere “e dove ho dato vita a iniziative di cura del verde e di partecipazione”. Punta sull’ascolto, “che per noi è uno stile, non una scelta in campagna elettorale. Per cui, a prescindere dal risultato, torneremo in strada con i nostri banchetti”. A questo Fede aggiunge un dettaglio: “Fino a oggi nessuno di noi ha avuto problemi giudiziari, qui invece vengono candidati solo persone pulite, non persone indagate per spese pazze in regione, ad esempio”.

Rachele Silvestri, 31 anni da Ascoli Piceno. “Militante dal 2009, in prima linea nelle manifestazioni nazionali. Commessa in un supermercato, luogo che mi permette di vivere i problemi delle persone, a cominciare dalla crisi economica che fa soffrire intere famiglie. Conosco il mondo del lavoro e il tema della disoccupazione, che non è solo giovanile”. Da qui la motivazione: “Dare qualcosa per cambiare il Paese, cominciando dal reddito di cittadinanza che farà ripartire l’economia reale. A questo abbineremo la riforma dei centri per l’impiego”.

Idee e proposte, ma non abbiamo la bacchetta magica. Ercole Matalucci, ascolano doc 34enne, è tra i fondatori del meet up di Ascoli Piceno. “Lavoro a Napoli e studio, laurea in Scienze Politiche. L’azienda in cui lavoravo è stata chiusa due anni fa e sono stato uno dei fortunati che è stato ricollocato. Ho capito cosa significhi perdere il posto di lavoro, lavorare con contratti mensili. Ho capito sulla mia pelle cosa significhino riforme del lavoro: togliere diritti e lasciare un potere al sindacato che tutela solo se stesso”. Rifiuti e sanità, alcune delle battaglie che ha condotto nel Piceno prima di trasferirsi a Napoli: “Dall’ambiente all’acqua, noi lavoriamo per curare il territorio e non per controllarlo come fanno gli altri partiti”.

La giovane del gruppo è Elena Andrenacci da Fermo, laurea in Farmacia e una seconda laurea in Scienze dell’Alimentazione. “Come nutrizionista lavoro in ospedale. Lavorare sulla spesa pubblica in sanità è un obiettivo, dobbiamo fermare l’aumento della spesa privata, cresciuta di dieci miliardi di euro. Questo mi è sempre piaciuto, l’applicazione della ‘health policy’. Mentre da anni l’ospedale è una azienda, che più produce e più viene premiata con risorse. Si dimentica la prevenzione, con solo il 4% investito nel pre che porterebbe grandi risparmi ed efficienza”. La sanità sarà un cavallo di battaglia, perché da San Benedetto a Gabicce i problemi ci sono: “Esami dopo un anno, privato dominante eppure siamo ancora tra i migliori, grazie ai medici che sopperiscono ai pochi finanziamenti”.

I nodi locali

Sisma, “la gente scappa, dobbiamo cambiare anche la comunicazione oltre che ricostruire”, e sanità, occupazione e calzaturiero: “Temi che consociamo e su cui ci impegneremo perché siamo tutti marchigiani e non catapultati. Uno dei primi problemi legati all’imprenditoria sono la semplificazione e il costo del personale”. Un passaggio sul nuovo ospedale di Fermo, che per la Andrenacci ha senso solo con un aumento di posti e una rimodulazione del personale medico e Oss: “Abbiamo 3 posti letto ogni mille abitanti, media europea sono 5, riduzione dei tempi di degenza. Investire in Adi e Hospice, migliorare la rete con i medici di medicina generale, che fanno i burocrati e non filtrano”. E sul tema ospedale prende parola anche Giacomo Manni: “Abbiamo una buona mobilità attiva, ma le risorse che entrano grazie alle nostre eccellenze nel sud delle marche finiscono nel calderone e non son reinvestite in loco. Serve una azienda sanitaria Marche Sud. Non siamo contro l’ospedale unico, ma prima si dovrebbe ragionare sulla organizzazione e dovrebbe prima spiegarci cosa fare delle vecchie strutture”.

Tra tanti problemi, una speranza: il turismo. “Siamo una Regione non valorizzata, non basta uno spot di Neri Marcorè. Su questo dobbiamo investire, dalla costa all’entroterra, perché turismo significa lavoro e significa superare le macerie che d 17 mesi caratterizzano i nostri Sibillini” conclude battagliera Rachele Silvestri.

redazione@laprovinciadifermo.com 

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