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Felicioni, l'anti Franchellucci: "Sono civico, sono libero. Lui è autoritario e lontano dalla gente"

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“Vorrei che mio figlio invecchiasse qui” è l’esordio di Felicioni che parla di fronte ad almeno 150 persone.

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO – La Porto Sant’Elpidio descritta da Alessandro Felicioni è una specie di Gotham City che attende il suo Batman. Malessere e degrado sono due parole che tornano spesso. A queste si aggiungono degrado e crisi per arrivare, infine, a farsa, vergogna e regalo. Le ultime tre definizioni sono abbinate a tre immagini: la Fim, la costa erosa e l’ex Gigli.

“Vorrei che mio figlio invecchiasse qui” è l’esordio di Felicioni che parla di fronte ad almeno 150 persone. Gremita la sala di Villa Baruchello, anche di qualche infiltrato non certo partigiano, come la segretaria del Pd Patrizia Canzonetta. Ma è giusto così, l’avversario va conosciuto. Ancora di più se deve diventare alleato, come devono aver pensato mentre parlata Putzu, Farina e Marcotulli.

Parla e si muove in maniera completamente diversa da Nazareno Franchellucci, il sindaco che inizialmente lascia fuori dalla disamina, ma che poi pian piano diventa il centro delle critiche. Che principalmente sono sul lato personale, il modo di porsi. Lui ha scelto la camicia fuori dai pantaloni sotto la giacca, prima differenza visiva dall’impeccabile look del giovane sindaco. Ma è un altro l’aspetto che Felicioni sottolinea con forza: “Il sindaco non è uno di noi, guarda tutti dal terzo piano. Il suo atteggiamento in questi anni non mi è piaciuto”.

La rigidità di Franchellucci è per Felicioni l’opposto di quel che serve a un sindaco: “Per me il primo cittadino deve essere una figura di conforto, non una con l’atteggiamento autoritario di Franchellucci. È uno che non scende mai tra la gente a stringere la mano”. Un’immagine tra la guida forte e il parroco quella che Felicioni descrive con voce pacata, altra differenza da chi dovrà battere. Non si ferma mai, è perennemente in movimento nello spazio davanti al tavolo dei relatori che resta vuoto. Perché questa è la sua serata, per la squadra c’è tempo: “Abbiamo già 40 persone che si sono fatte avanti per entrare nelle mie liste”.

Promette che parlerà solo per proporre e per criticare quello per cui ha una alternativa. “Sarà una campagna elettorale lunga che noi condurremo in modo diverso. perché – è la prima caratteristica che Felicioni sottolinea – siamo civici. Il che significa che siamo liberi, che possiamo pensare con la nostra testa, visto che la nostra vita di tutti i giorni è molto diversa dal politico di professione”.

Una immagine non gratificante per la politica, “che è un’arte nobile” ribadisce, forse perché per Felicioni a Porto Sant’Elpidio “fino a oggi il posto di sindaco è stato usato come trampolino per altri posti, in Regione o a Roma”. Questo con lui non accadrà: “Abbiamo l’occasione per cambiare usando persone nuove che hanno un desiderio: ridare a Porto Sant’Elpidio quanto ci ha dato. Noi siamo a disposizione del paese”.

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