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Franchellucci brinda: il Demanio dà l'ok al Gigli. "Sarà pronto per Natale 2018"

nazagigli

Cambia il ribasso, che diventa del 20% e non più del 10: “Così tuteliamo il lavoro anche dei dirigenti, che poi si assumo le responsabilità. Il parere, seppur non vincolante, c’è, per cui meglio perdere il chiavi in mano piuttosto che aprire nuovi fronti di discussione”. Una scelta che rasserena politicamente la città e giustifica ogni scelta tecnica.

PORTO SANT’ELPIDIO – “È arrivato il parere dell’Agenzia del Demanio sul cineteatroGigli che tanto stavamo aspettando. È l’ultimo step prima della sottoscrizione dell’accordo pubblico privato per procedere con il cineteatro Gigli e quello che comporta: lotto di via Mameli e lavori compensativi”. È soddisfatto il sindaco Nazareno Franchellucci mentre sfoglia le quattro pagine del documento: “L’Agenzia ha fatto una sua valutazione solo su quello che è il valore attuale. E ha detto che il nostro valore è congruo: 390mila 495 euro”.

Promosso a pieni voti il lavoro degli uffici. L’agenzia individuò, all’inizio, la difficoltà di definire il valore di qualcosa che non c’è, basato solo su computi metrici, visto che l’Agenzia si basa sui valori Omi, che però si riferiscono maggiormente al residenziale. Inevitabile quindi il ‘non mi esprimo’ sul futuro. “Viene così sbloccato l’iter” ribadisce il sindaco.

Che poi parla delle considerazioni fatte dall’Agenzia, spesso in contrasto con l’agenzia delle entrate che disse ‘ il cineteatro Gigli risulta gravato da vincoli architettonici che ne impediscono la demolizione totale, per tale motivo pur considerando la ristrutturazione più onerosa rispetto a una nuova costruzione, ai fini stimali si può usare come parametro un altro oggetto simile’. “Le considerazioni nel parere non hanno carattere prescrittivo, ma ci stanno. E non posso non tenerne conto perché modifica la determina” prosegue Franchellucci.

Cambierà un passaggio della convenzione che deve ripassare per il Consiglio comunale. Scrive l’agenzia: ‘Con riferimento la processo di trasformazione abbiamo interpellato il Provveditorato alle opere pubbliche, sul 10% di ribasso. Ad ogni buon conto, la forchetta oscilla tra il 20 e il 30%’. Cosa farà il sindaco? “La prima soluzione è mantenere il ribasso del 10%, scelto per avere il chiavi in mano ed evitare costi i più per il Comune; la seconda, invece, è accrescere ancora di più la trasparenza e seguire gli atti di agenzie terze e quindi adegueremo il ribasso dei lavori sull’immobile portandolo dal 10 al 20%”. Ma questo farà perdere il chiavi in mano. “Se nel corso dei valori emergono dei lavori in più che la Sovrintendenza obbligherà a fare e saremo costretti da fare con il privato questo comporterà maggiori costi e questo si aggiungerà al costo complessivo di 2milioni e 300mila euro. Alla luce del 20% e del progetto esecutivo il numero cambierà di poco. “Così tuteliamo il lavoro anche dei dirigenti, che poi si assumo le responsabilità. Il parere, seppur non vincolante, c’è, per cui meglio perdere il chiavi in mano piuttosto che aprire nuovi fronti di discussione”. Una scelta che rasserena politicamente la città e giustifica ogni scelta tecnica.

Ora il privato può ritirare il permesso di costruire quando vuole, il privato consegna il progetto esecutivo che darà il costo definito dei valori da ribassare del 20%, la Giunta valida dopo l’Ufficio tecnico il progetto, i numeri entrano nella modifica dell’accordo che va portato in consiglio comunale. Per la metà di ottobre, speriamo per San Crispino andremo in Consiglio. A seguire, firma dal notaio e si parte per il progetto che si concluderà nel 2019, “forse anche per Natale 2018”, con le ruspe in azione già dai primi di novembre.

“Nell’immediato risparmiamo qualche decina di migliaia di euro, ma il rischio è che durante l’iter poi emergano nuove pese, come capita quando si lavora su qualcosa di vincolato” conclude il primo cittadino che anticipa che il proprietario ha chiesto di inserire in convenzione che i lavori non durino più di 15 mesi.

Raffaele Vitali

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