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Smontato l'ospedale da campo all'Holiday. Rea, Asur: "Guardia medica, pediatri e Murri sempre a disposizione"

holidaycroce

“La rete della medicina li assisterà per ogni cosa, come e più di prima. La differenza è solo che non ci sarà più un ospedale all’interno dell’Holiday” prosegue Rea.

di Raffaele Vitali

PORTO SANT’ELPIDIO – L’emergenza la si supera anche ridando un corso normale alle cose, cominciando dai servizi. All’Holiday di Porto Sant’Elpidio, oltre a 560 persone ospitate, è stato allestito dopo il sisma il quartiere generale della Protezione Civile e, a seguire, quello sanitario. Un vero e proprio ospedale da campo è stato montato e affidato nella gestione a Vincenzo Rea, il direttore del distretto unico fermano.

Una macchina perfetta quella allestita fatta di container e tende pneumatiche con dentro medici, infermieri e macchinari. Ma ora, anche questo cambia. “Ripristiniamo la normalità. Non cambia la risposta ai bisogni, cambia solo il modo. Non ci sarà più un container con degli infermieri, ma i cittadini ospitati nei camping, e in particolare all’Holiday, troveranno le risposte nel sistema sanitario stesso. Sempre mantenendo la gratuità per ogni servizio e medicina”. Tradotto, significa che nel giro di qualche giorno tutto verrà tolto e agli sfollati non resterà che fare come tutti i cittadini: chiamare se necessario la guardia medica, rivolgersi ai medici di base a disposizione, chiamare un pediatra se necessario, utilizzare le cure domiciliari fino al 118 per i casi più gravi. “La rete della medicina li assisterà per ogni cosa, come e più di prima. La differenza è solo che non ci sarà più un ospedale all’interno dell’Holiday” prosegue Rea. La fase di caos ed emergenza è finalmente passata e così i container torneranno in Toscana, destinazione altri luoghi in difficoltà, e il personale medico ai propri compiti istituzionali.

“Per essere ancora più presenti abbiamo raddoppiato la guardia medica a Porto Sant’Elpidio” ribadisce Rea. Logiche di ripristino della normalità, ma anche indiscutibili risparmi nello smantellamento della struttura. “Ma questo è nelle cose, quello che deve essere chiaro a tutti – conclude il direttore sanitario – è che nessun servizio viene meno. Abbiamo spiegato a tutti gli ospiti come muoversi, quali numeri chiamare e tutti i campeggi sono stati tappezzati di manifesti con i riferimenti. Poi, per ogni necessità o consiglio, la Direzione è a disposizione”.

Voglia di normalità in attesa che vengano allestite le casette nei comuni terremotati o che cresca l’autonoma sistemazione svuotando così alberghi e campeggi attesi, da maggio, dalla ripresa della stagione turistica. 

@raffaelevitali 

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