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Problemi sociali dietro la violenza giovanile. Città e Futuro: 'Entriamo nelle scuole e parliamo'

citta futuro

Il problema secondo i civici rappresentati dal poliziotto, è che Porto Sant’Elpidio si offre a questi episodi. Come già avvenuto nel 2014, quando la pineta divenne il punto di scontro tra le tifoserie della Fermana e della Civitanovese.

PORTO SANT’ELPIDIO – “Non fermiamoci al fatto, cerchiamo di capire”. Lorenzo Pezzola parla a nome del gruppo ‘Città e Futuro’ che interviene su quanto accaduto davanti alla stazione di Porto Sant’Elpidio, quando un centinaio di ragazzini si erano dati appuntamento per una maxi rissa. “Un episodio di "Fight street" (come anticipato, ndr), la nuova moda del sabato pomeriggio che spopola tra gli adolescenti delle scuole medie-superiori che, dopo essersi dati appuntamento sui social network, si incontrano per dare vita a veri e propri scontri”.

Il problema secondo i civici rappresentati dal poliziotto, è che Porto Sant’Elpidio si offre a questi episodi. Come già avvenuto nel 2014, quando la pineta divenne il punto di scontro tra le tifoserie della Fermana e della Civitanovese, punto deciso anche in questo caso sui social. “Nel dire bravi a forze dell’ordine e amministrazione, per il pronto intervento, vogliamo riflettere sull’episodio che è l’espressione di una tendenza preoccupante che affascina sempre più i giovani tra i 13 e i 16 anni che usano ogni minimo pretesto per lanciarsi ‘il guanto della sfida’ sui social, scegliendo il giorno, l'ora e il luogo dove incontrarsi e picchiarsi. Fenomeni di questo tipo, sono solo la punta di un iceberg molto più complesso, fatto di degrado sociale, ma soprattutto totale assenza di valori e riferimenti. Il Direttivo Città e Futuro, dopo incontro convocato d’urgenza a seguito dello spiacevole episodio, ha intenzione di lanciare una serie di eventi all’interno delle scuole, proprio per trattare temi inerenti a fenomeni di questo tipo, al fine di creare un contatto diretto con i giovanissimi”.

Se non si conoscono le motivazioni, infatti, è quasi impossibile pensare di prevenire fatti che nascono lontani da noi, in contesti virtuali poco intercettabili. “Non dobbiamo vedere questo fenomeno come un argomento legato squisitamente alla sicurezza, ma valutare l’aspetto sociale.

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