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Petrini lancia la sfida: 'Penso al futuro del Pd. Ceriscioli? Se ha fatto bene vince le primarie'

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Principi e valori dovrebbero essee gli stessi - prosegue Petrini forse rivolgendosi a chi l’ha criticato - se così non è si rischia di andare in direzione diversa.

di Chiara Morini

FERMO “Chiedo ai militanti della provincia di compiere un atto di piena discontinuità rispetto al partito, perchè se si ripropongono quelli che non lo hanno gestito bene finora, le cose non cambieranno”. Parla così Paolo Petrini, lanciando la sua candidatura e partecipazione diretta al congresso del prossimo 2 dicembre, giorno delle elezioni primarie, che porteranno ad avere il nuovo segretario regionale del Partito Democratico.

“Principi e valori dovrebbero essere gli stessi - prosegue Petrini forse rivolgendosi a chi l’ha criticato - se così non è si rischia di andare in direzione diversa. E non è nemmeno questo il modo di perseguire l’unità: si devono chiamare tutti, al tavolo, per fare una candidatura unitaria. Anche quelli che non la pensano in modo diverso”. Quale il rischio? “ Non è che il pesarese teme questo congresso? - prosegue Petrini - Non è che Ceriscioli pensa che la sua ricandidatura è a rischio? Non è questo il punto, nessuno sta discutendo su questo. L’oggetto del congresso è il futuro del partito, uno strumento importante per gestire una fase complicata come quella che stiamo vivendo in questo periodo”.

Ovvero risolvere tutte le difficoltà della regione, tra cui una ricostruzione in seguito al sisma più complicata delle altre volte, una situazione difficile, molto più di come fu per i terremoti passati. “Serve concentrare risorse per risolvere i problemi di tutti - prosegue l’aspirante segretario - la politica regionale deve essere regionale. Non si possono distribuire le risorse come se tutte le province fossero uguali, ma occorre valutare i punti di forza di tutti, da Ascoli a Fermo, da Macerata a Ancona, e Pesaro”. Lancia la sua candidatura, strana, per lui, rispetto al passato, proprio per fronteggiare la situazione per cui stanno venendo fuori tutte le difficoltà che ci sono e la cui soluzione, per il momento, il candidato alle primarie non vede sorgere all’orizzonte. Non sarà un referendum su Ceriscioli, ma Petrini pone l’accento su un aspetto non trascurabile: “Le primarie servono a legittimare nuovamente una classe dirigente, se questa ha fatto bene, o a cambiarla se invece non ha lavorato come si deve. Un congresso è far capire che coloro che stanno sul primo gradino devono sapere quali sono le proprie responsabilità. Secondo me pensa bene il sindaco di Macerata, quando dice che bisogna tornare a sorridere davanti alle nostre cittadine”.

Due parole le spende anche per i rifiuti: “Dove si porteranno in futuro? Non si sa. Ora arriveranno i rifiuti da fuori provincia. Aumentare la differenziata ok, ma ormai nessuno più esprime una visione: il partito è azzerato, chi sta nelle istituzioni pensa a quelle e basta. Se ci fosse una visione autentica del partito sul tema, forse i problemi li avremmo risolti da tempo”. E sulla produttività? “Bisogna investire sulla tecnologia, sull’innovazione, altrimenti ai giovani cosa si dice dopo?”.

“Siamo qui - dice la consigliera comunale sangiorgese Catia Ciabattoni, che appoggia Petrini - perchè credo che lui sia l’espressione massima del fare politica sul territorio, che parli in modo semplice, che faccia la differenza. Finalmente qualcuno lo fa”. Con Petrini nella sede del Pd del capoluogo quasi tutti i segretari dei circoli di Fermo, il consigliere Giacinti, i consiglieri Malvatani e Bagalini, il mondo di Porto Sant'Elpidio e tanti altri.

 
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