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Piazza Garibaldi, Legambiente torna sulla lettera del Ministero: "La strada dietro il Gigli è il nodo"

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“Possiamo allora chiederci come mai il Ministero non è ancora in possesso di alcuna documentazione relativa a quanto l'Amministrazione, di concerto con la Soprintendenza delle Marche, sta portando avanti da tre anni?”.

PORTO SANT’ELPIDIO – La serenità del sindaco Nazareno Franchellucci nel leggere e interpretare la lettera del direttore generale del Ministero ai Beni Culturali sula piazza non corrisponde a quella di Legambiente. Il circolo elpidiense ribatte: “Vogliamo intervenire su quanto riportato nel documento redatto dalla Direzione generale dei beni culturali del Ministero nel punto in cui fa riferimento alla realizzazione di negozi, immobili residenziali e parcheggi sotterranei”. Ovvero i punti ‘vecchi di anni’ secondo il sindaco. “Possiamo allora chiederci come mai il Ministero non è ancora in possesso di alcuna documentazione relativa a quanto l'Amministrazione, di concerto con la Soprintendenza delle Marche, sta portando avanti da tre anni?”

Secondo gli ambientalisti il nodo potrebbe proprio essere l’assenza di atti concreti: “Non c'è ancora nessuna carta che avvalori l'intenzione del sindaco di annullare la già prevista costruzione del palazzo sul sedime e il recupero del mercato, perché la variante urbanistica è ancora in itinere: questa per essere ufficiale deve essere adottata ed approvata dal consiglio comunale. Il sindaco poi trascura il passaggio del direttore generale sul fatto che in piazza sussistono ancora delle criticità”.

Criticità che Legambiente individua facilmente: “Da parte dell'Amministrazione c'è la volontà di realizzare una strada a doppio senso di marcia nel retro del cineteatro B. Gigli, anche se più di 2 mila cittadini avevano espresso parere contrario. La strada creerebbe un inutile e pericoloso traffico automobilistico a doppio senso sul retro del teatro e a ridosso della ferrovia anche perché ad est s’incrocia sia con il sottopasso ferroviario che con le strade di collegamento a nord della città. A pensarci bene, non farebbe della piazza una grande rotatoria?”.

Questo potrebbe essere in contrasto con l’art 45 del codice dei beni culturali che dispone, le norme atte ad evitare che un bene di rilevanza culturale veda “alterate le condizioni di ambiente e decoro [...] al fine di salvaguardare la fruizione esterna da parte dei cittadini”. A questo si aggiunge la necessità di alzare il livello della strada per superare il fosso e la cabina dell’Enel “che a nostro parere presenta dubbi di regolarità, sia per mancanza di autorizzazione da parte della Soprintendenza delle Marche, sia per non avere rispettato le distanze dai margini del fosso, in contrasto con la tutela delle acque demaniali.  Quali conseguenze potrà avere sulla cittadinanza?”.

Tanti dubbi, tante criticità che rendono la lettera del Ministero meno ‘vecchia’ di quanto si pensi. “Anche noi – concludono gli esponenti di Legambiente - riteniamo, insieme al sindaco Franchellucci, che la realizzazione della Piazza sia una priorità, ma rileviamo ancora una volta la poca chiarezza nelle procedure e negli intenti”.

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