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A14 chiusa, strade dei Comuni nel caos e il peso del NO di Fermo e P.S.Giorgio. Ceriscioli: 'Difficile riaprire la partita terza corsia'

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Da par suo, il prefetto di Fermo, Maria Luisa D’Alessandro, ha aperto la Soi in viale Trento e ha convocato tutti i vertici di forze dell’ordine, 118 e protezione civile: la Struttura operativa integrata di protezione civile mira a un migliore monitoraggio visto che sono stati rafforzati i servizi di vigilanza e i punti medicalizzati.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – E oggi come andrà? Difficile immaginare peggio di ieri, anche se la pioggia potrebbe rendere tutto ancora più complicato e pericoloso, soprattutto per le improvvise frenate che le code creano. La chiusura del tratto di A14 sta avendo pesantissime ripercussioni per i comuni fermani costieri. Caos a Porto Sant’Elpidio, ingorgo al limite dell’incubo a Porto San Giorgio e Pedaso. E poi via, verso Grottammare, dove improvvisamente si riapre il sogno dell’amato 130 all’ora.

La storia prima o poi presenta sempre il conto. E oggi il ‘no’ detto da Fermo e Porto San Giorgio alla Terza corsia dell’A14 nel 2006 torna d’attualità, perché quantomeno si sarebbe potuta lasciare una carreggiata  da sud a nord per chi proveniva da Civitanova. “Quel no ha fermato ogni possibilità. Abbiamo riportato la discussione a Roma, sul tavolo di Autostrade, ma è molto complicato. Il confronto c’è, temo però che si riaprirebbe subito il fronte del no. Dove c’è sintonia si va avanti, penso alla fano-Grosseto, al casellino tra Pesaro e Fano. Ma non per questo mi fermo. Lavorerò per riuscirci, come stiamo lavorando alla Pedemontana-Mezzina come viabilità alternativa” sottolinea il presidente della Regione Luca Ceriscioli commentando il fatto di cronaca

Di certo oggi sarà chiuso il tratto da Porto San Giorgio a Grottammare, poi ora dopo ora Autostrade deciderà il da farsi. Quello che stanno facendo invece è ripristinare la galleria Castello, un buco nero lungo un chilometro che ha subito danni all’asfalto e alla copertura. Controlli e interventi che dovrebbero terminare alle 21, ma la società è in stretto contatto con la prefettura di Ascoli Piceno e l’orario potrebbe slittare.

Da par suo, il prefetto di Fermo, Maria Luisa D’Alessandro, ha aperto la Soi in viale Trento e ha convocato tutti i vertici di forze dell’ordine, 118 e protezione civile: la Struttura operativa integrata di protezione civile mira a un migliore monitoraggio visto che sono stati rafforzati i servizi di vigilanza e i punti medicalizzati con un'aggiunta a Porto San Giorgio. Ognuno sa cosa deve fare, comuni compresi che però si sono trovati a gestire migliaia di auto senza grandi possibilità di alternativa. Ci sono navigatori che hanno improvvisato percorsi alternativi senza logica, vedi il via vai a Reputolo, ma non tutto il male vien per nuocere se solo il turista di passaggio deciderà di trasformare l’incubo di una coda in una possibilità. Un piatto di pesce in riva al mare in uno dei tanti chalet e ristoranti fermani, magari un’escursione a Fermo, per non perdersi la mostra sul 400 o il mappamondo, fino ai festival che stanno riempiendo le ultime località della coda: Altidona con il Biofestival, Campofilone con il peperoncino e Pedaso per annegare la rabbia da ferie rovinate in un boccale di birra. Poi, se proprio non si resiste alla visione delle lamiere, si può anche cambiare rotta e puntare i Sibillini. Pioggia permettendo il Beato Antonio attende tutti ad Amandola e passando per la Valdaso poi si può riprendere la Salaria e proseguire verso Roma. Certo, se è la Puglia ad attendere non conviene, ma le opportunità ci sono. Quelle invece private agli automobilisti da una viabilità strozzata e mal congegnata.

L’ex parlamentare Psi Angelo Tiraboschi rilancia un progetto anni '80 per una bretella da Civitanova a Teramo, con percorso interno. “Gli errori e le sottovalutazioni si pagano. Specie nel periodo estivo, a causa delle strozzature sulla A14 nel tratto Pedaso-Porto d'Ascoli, l'Italia è divisa in due. Figuriamoci se capita un grave incidente come quello di questi giorni. bisogna realizzare una bretella autostradale da Civitanova a Teramo seguendo un percorso interno, un progetto che permetterebbe di utilizzare l'attuale tracciato autostradale come una complanare, decongestionando il traffico a beneficio della lunga percorrenza e di quello prodotto dalle località marine della costa. La società Autostrade - osserva Tiraboschi - ha sempre ignorato la questione. Tutti possono constatare quanto sia arduo, costoso e a enorme impatto ambientale realizzare la terza corsia nel tratto in questione. La Regione - conclude l'ex parlamentare - non ha voluto riprendere la proposta degli anni '80”. Almeno fino a oggi, visto che invece il presindete Ceriscioli è sulla stessa lunghezza d’onda.

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