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Il caso. Corre in auto, viene multato, non paga, ricorre e, 12 anni dopo, paga al comune di P.S.Giorgio

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“A volte non ammettere i propri errori può costare caro” commenta l’Amministrazione comunale.

PORTO SAN GIORGIO – La lenta e inesorabile giustizia. Due multe prese nel 2006, la volontà di non pagarle, un lento e lungo iter giudiziario e infine il verdetto: pagare e pure le spese. È accaduto a Porto San Giorgio dove ci sono voluti dodici anni ma alla fine il Comune incasserà le due sanzioni, circa 1500 euro, comminate a un automobilista che sfrecciava ai 114 all’ora lungo la strada che da Porto San Giorgio conduce a Fermo, al tempo caratterizzata da un limite ai 90kmh.

“A volte non ammettere i propri errori può costare caro” commenta l’Amministrazione comunale. La storia è originale, perché nasce da una dimenticanza, quella del cittadino che oltre a non pagare non presenta il ricorso. e così, i due verbali diventano una cartella di Equitalia nel 2011. A quel punto, l’automobilista decide di impugnarla: “Qui, la prima mossa a favore dell’Amministrazione, che riesce a eccepire il difetto di competenza del Tribunale di Ascoli a favore del Giudice di Pace”.

Non c’era un avvocato interno, figura oggi ricoperta da Carlo Popolizio, e così senza difesa tecnica il comune subisce ‘la sospensione della cartella’. Ma l’iter prosegue e quando nel 2013 la causa va a sentenza, con compensazione delle spese, tutto sembra terminato. Ma il trasgressore ricorre ancora. A questo punto il comune sangiorgese si affida all’avvocato Michelangelo Giugni che nel 2016 vince la causa. Finita? Macché. Altro ricorso, in Cassazione, ma 12 anni dopo quel limite di velocità superato, il rigetto finale: il cittadino deve pagare. Non più 1500 euro, ma 3100 visto che ci sono le spese giudiziarie. “In conclusione, voler interessare a tutti i costi la Giustizia al fine di sottrarsi alle proprie responsabilità, a volte può costare caro” il laconico commento dell’avvocato Carlo Popolizio. 

r.vit.

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