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T-red, un semaforo da avvocati: Agostini brinda, Loira se la prende col giudice

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Due avvocati che dalla politica alle aule di giustizia hanno sempre letture diverse anche della stessa realtà. E così non deve stupire quanto sta accadendo in merito a una sentenza del giudice resa nota dall’avvocato Agostini, che è uscito vincitore da una querelle processuale partita due anni fa.

PORTO SAN GIROGIO – Nessuna città è tricolore come Porto San Giorgio. Il problema è che nelal regina della costa fermana non è la bandiera a sventolare, ma solo le polemiche relative al verde, giallo e rosso di un semaforo. Al centro dell’incrocio non ci sono due auto incidentate, come spesso accade, o cittadini infuriati per la multa, ma il sindaco Nicola Loira e il suo predecessore Andrea Agostini.

Due avvocati che dalla politica alle aule di giustizia hanno sempre letture diverse anche della stessa realtà. E così non deve stupire quanto sta accadendo in merito a una sentenza del giudice resa nota dall’avvocato Agostini, che è uscito vincitore da una querelle processuale partita due anni fa.

“Porto San Giorgio lungo la SS16 su 2 incroci semaforici si caratterizza per la presenza di semafori intelligenti che rilevano e sanzionano per oltre un milione di euro l’anno, non solo il più grave attraversamento dell’incrocio a semaforo rosso, ma anche l’attesa del verde fermi sulla striscia bianca di arresto. Per quest’ultima infrazione un cittadino, multato tra i primi all’attivazione del servizio per 41 euro, oltre incremento di 1/3 per orario notturno, e decurtazione di 2 punti della patente di guida, si rivolge a me e insieme otteniamo dal Giudice di Pace di Fermo sentenza di annullamento del verbale” introduce Agostini. Da qui il ricorso, la prima vittoria, nel 2016, e la decisione del Comune di appellarsi. Un appello caro, visto che il 4 luglio arriva la nuova sentenza e la certezza che l’Amministrazione Loira dovrà pagare 3518,02 euro: “La scelta amministrativa di volere incassare a tutti i costi 41 euro non dovuti, si traduce ora in un costo per i cittadini amministrati di complessivi euro 3.518/02” conclude.

Ma il sindaco avvocato la vede diversamente: “Non posso permettere false informazioni che possano danneggiare i miei concittadini e, in generale, gli utenti della strada”. Secondo Loira il giudice non ha emesso sentenza, ma ha preferito “accogliere un’eccezione di mero rito, sostenuta da una certa parte della giurisprudenza, dichiarando inammissibile l’appello svolto dal Comune solo perché proposto con atto di citazione anziché con ricorso. Quindi, il Tribunale non ha fatto alcuna giustizia” prosegue il sindaco che non vuole sentir parlare di ‘recupero’ dei 41 euro ma di “sostegno alla sicurezza che non ha prezzo, non ha valore economico e che le regole
del Codice della strada sono troppo chiare per essere distorte a proprio piacimento”.

Insomma, vittoria processuale ma non di merito secondo Loira che non rinuncia alla battaglia: “Sembra che il giudice non abbia affatto preso in considerazione l’esiguo valore della causa dichiarato dal Comune in 180 euro: l’Ufficio legale sarà chiamato a valutare anche questo aspetto”.

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