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Lo 'Spirito di Stella' prova a cambiare le menti, ma serve volontà: il catamarano senza barriere stimola il Fermano

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Questa barca, che oggi e domani si potrà visitare grazie a Liberi nel vento e a ZeroGradini, con tanto di uscite in mare, è il frutto di una volontà che da personale è diventata collettiva, riassunta in tre lettere: Wow.

PORTO SAN GIORGIO – Due giorni per capire che per avere un luogo accessibile non serve per forza avere spazi: basta avere la volontà. Il catamarano ‘Lo spirito di Stella che ha attraccato in porto venerdì mattina è la prova. una passerella larga bene più di 90 centimetri e poi un percorso di legno rigorosamente ‘scalino free’ che arriva fino in plancia per poi poter far scendere una carrozzina anche nelle cabine grazie a un elevatore.

Questa barca, che oggi e domani si potrà visitare grazie a Liberi nel vento e a ZeroGradini, con tanto di uscite in mare, è il frutto di una volontà che da personale è diventata collettiva. Perché Andrea Stella, quarantenne costretto sulla sedia a rotelle dopo essere stato colpito da un colpo di pistola durante una rapina in America, ha trasformato la sua tragedia in una battaglia che, come capita alle Marche, va oltre ogni confine.

Due anni fa, partendo da Miami, la barca è arrivata a New York dove Stella ha ricevuto la Carta per i diritti universali delle persone con disabilità. L’Oceano è diventato un lago, lo ha attraversato ed è arrivato a Roma dove ha consegnato la Carta al Papa. Da lì, il ‘buon vento’ che lo porterà a toccare sedici porti italiani con il progetto WOW, wheels on whaves.

Sulla barca il comandante Stefano Locci, uno che a 31 anni potrebbe fare lo skipper sulle barche più lussuose, guadagnando molto di più, ma che ha sposato appieno il progetto di Stella, trasformandosi anche in una guida sociale in ogni tappa. Parla, racconta, ma soprattutto ci crede e più il catamarano si riempie e più è felice, perché è u luogo di incontro.

Otto persone in media ci viaggiano, fino a 16 ne può portare in mare. “Noi giriamo, parliamo, ma non ci fermiamo qui. perché l’obiettivo non è far conoscere ‘Lo spirito di Stella’ è far riflettere le amministrazioni. La nostra è una comunicazione sociale”. Ed è chiaro che a Porto San Giorgio, incontrando Nicola Loira e la sua amministrazione, ma anche l’assessore di Fermo Nunzi che per primo come professionista ha studiato i posti barca per Liberi Nel Vento, diventa tutto più semplice. l’attenzione all’abbattimento delle barriere nelal cittadina fermana è ai livelli massimo. Hanno cominciato i privati, ha proseguito il pubblico mandando un segnale che poi ha raggiunto Fermo e che pian piano diventa di stimolo a tanti Comuni.

Pe abbattere le barriere, fisiche e mentali, serve un gioco di squadra. “A Porto San Giorgio, dentro questo porto dalle grandi potenzialità anche se in difficoltà”, come ricorda il comandante della Capitaneria Petrunelli, c’è un’ottima intesa tra Lega Navale, Comitato paraolimpico, Fiv e associazioni come l’Aism che in questi giorni vende piantine aromatiche per proseguire il suo lavoro di ricerca per fermare la malattia. Per tutti, una sola parola: #accoglienza.

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