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Il futuro dei distretti industriali? Il Fermano vuole andare "oltre" e si affida all'Istao

derasmoloira

“In un momento storico di grande trasformazione, partito da alcuni anni, che mette in discussione i capisaldi e le strutture del Fermano, giusto cercare di capire”. Perché Porto San Giorgio? “Noi non vogliamo sottrarci da queste riflessioni, anzi vogliamo essere un partner consapevole".

PORTO SAN GIORGIO – La novità nel convegno sui “Distretti industriali delle Marche” è la parola ‘oltre’ inserita come incipit. Il centro studi Carducci si conferma luogo di approfondimento “dove si legge il presente cercando di interpretare e affrontare il futuro, cogliendone opportunità, prospettive e possibilità” sottolinea il sindaco Nicola Loira che il 18 maggio alle 1730 ospiterà nelal sala consiliare del comune il convegno che vedrà come figura di spicco Pietro Marcolini, presidente dell’Istao.

“In un momento storico di grande trasformazione, partito da alcuni anni, che mette in discussione i capisaldi e le strutture del Fermano, giusto cercare di capire”. Perché Porto San Giorgio? “Noi non vogliamo sottrarci da queste riflessioni, anzi vogliamo essere un partner consapevole visto che anche per le amministrazioni pubbliche cambia il modo di agire all’interno dei territori. Ci facciamo promotori quindi di questa riflessione con il Carducci: dobbiamo saper cogliere le trasformazioni per non perdere un ancoraggio sicuro” aggiunge il sindaco “che vuole ampliare i confini del suo comune per migliorare le relazioni con i protagonisti del territorio”.

Per il Carducci è una nuova sfida: “Noi vogliamo andare oltre le Marche per comprendere il cambiamento del sistema industriale che si appresta a vivere la sua quarta rivoluzione” precisa Fabio D’Erasmo, da poco diventato presidente. Cita Schwab, fondatore del Wef: “Serve un aggiornamento dei lavoratori per evitare di perdere il processo di cambiamento”.

Ci saranno tre relazioni tecniche: la prima sulla globalizzazione e il governo del territorio affidata a D’Erasmo; la seconda sulla ricerca e l’innovazione con l’impatto che hanno sullo sviluppo spiega da Guido Tascini; la terza sull’occupazione e le nuove attività produttive è affidata a Paolo Sbattella. Ai tecnici si abbinano i contributi di tre sindaci, di aree diverse, per valutare l’impatto sulla comunità: Nicola Loira, Paolo Calcinaro e Remigio Ceroni. Alla fine, conclusioni per Pietro Marcolini che dà voce al mondo di Olivetti, ancora attuale in termini di valori e progetti da seguire. Modera Stefano Cesetti, caposervizio del Resto del Carlino di Fermo.

Tornando a ‘oltre’, D’Erasmo spiega: “Non cancelliamo per costruire una nuova storia. Ma dobbiamo andare oltre le risposte date fino a ieri. Vogliamo interpretare in chiave diversa quello che c’è. Penso al rettore della Politecnica che punta sui competent center. Uno aprirà nelle Marche, in collaborazione con il Sant’Anna. Dobbiamo capire come interfacciarsi con questo luogo in cui idee e automazione si svilupperanno”. Valore aggiunto sarà anche la parte statistica, per fotografare il Fermano: “Dobbiamo accendere una luce su qualcosa che c’è e che invece pensiamo ancora troppo lontano”.

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