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Da Bottura a Porto San Giorgio: nasce 'Retroscena', il ristorante del giovane chef Pierpaolo Ferracuti

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Nessuna concorrenza quindi, ma aumento dell’offerta per un’area che da Pasqua sarà sempre più l’angolo della cucina, del buon mangiare, dello stare insieme davanti a tanti e diversi tipo di cibo. Retroscena sì, ma con un post in prima fila.

di Raffaele Vitali

PORTO SAN GIORGIO – La cucina è cultura, arricchisce il territorio e diventa anche un’attrazione per turisti. Ma per riuscirci deve essere di qualità. È con questo spirito che nasce ‘Retroscena’. La piazzetta del teatro di Porto San Giorgio riprenderà vita in primavera, andando così a completare L'operazione di rilancio di Castel San Giorgio resa possibile proprio dalle attività culinarie, che sia il pub o il ristorantino, fino al regno degli hamburger gourmet del bistrot Lo Cura.

Retroscena è il ristorante pensato e ideato da Pierpaolo Ferracuti, un giovane chef fermano di 31 anni che dopo anni in giro per le cucine italiane ed estere, dopo aver appreso segreti e ammirato le mani dei migliori, a cominciare dallo stellato Bottura dell’osteria Francescana e dal Tiglio di Mazzaroni, si mette in gioco con una cucina che dovrà per forza, vista la location, essere spettacolare.

E lo fa prendendo uno dei locali più belli di Porto San Giorgio, trasformando quella che era una banca, che ha vetrine sulla piazzetta e sull’antico corso, nel luogo del buon cibo. Un Bottura in piccolo? Non sia mai, anche perché i maestri servono per imparare, non certo per diventare difficili copie. “È una storia tutta nuova, fatta di cuochi, di viaggi e di regionalità, una storia di cucina nata da un incontro casuale che ha portato alla realizzazione di un sogno, di un ristorante, il nostro ristorante”. Lo presenta così, con poche parole di lancio, quelle che bastano per creare curiosità e aspettativa, il giovane chef.

“Ho molto da raccontarvi ma per ora vi dico solo che il nostro viaggio inizia da qui, dal Retroscena” commenta Ferracuti. Che immagina un prodotto diverso da quello dei vicini di corso, tra il ristorante di classe e la cucina locale, che non rivisita stravolgendo, come invece fa a pochi passi la creatività futurista di Nikita Sergeev, ma che rivisita mettendo in risalto il prodotto nella sua originalità. Nessuna concorrenza quindi, ma aumento dell’offerta per un’area che da Pasqua sarà sempre più l’angolo della cucina, del buon mangiare, dello stare insieme davanti a tanti e diversi tipo di cibo. Retroscena sì, ma con un post in prima fila.

Si conferma frizzante la cucina fermana, con giovane chef vogliosi di emergere. Così Nikita, russo adottato dal Fermano, così Ferracuti e prima ancora Claudio Cognigni, che ha investito su Fermo ridando voce e profumi al caffè Belli. Loro ci provano, al territorio dimostrare che hanno avuto ragione a credere in questa zona, rinunciando a contratti da sous-chef certi, ma forse meno stimolanti.

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