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Una castello da diecimila pezzi è la star di Brick 'n Build, il we Lego del PalaSavelli

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Una parte sarà espositiva, con i professionisti che creano modelli non presenti in commercio, “ma frutto della fantasia degli artisti”, e una parte di gioco libero con vasche di mattoncini sfusi in cui i bambini possono costruire, sfidandosi anche in contest. “Organizziamo anche un concorso, ogni dettaglio è su www.marchebrick.it”.

PORTO SAN GIORGIO – Arrivano i mattoncini mentre dall’alto scendono le befane. Il 6 e 7 gennaio dentro il PalaSavelli, dalle 10.30 alle 19, si costruisce. “Abbiamo pensato a soluzioni alternative al palasport, perché la manifestazione così non porta grandi benefici al tessuto cittadino” sottolinea l’assessore Elisabetta Baldassarri. Ma l’assessora non ce l’ha fatta: “Avevamo pensato a una tensostruttura su viale Buozzi, ma è troppo stretto e lungo. Abbiamo valutato la zona vicino al parcheggio di via Crispi, ma non avremmo avuto gli spazi”. Sono 600 i metri quadri necessari per una manifestazione di primo piano a livello nazionale. E così Brick’n’Build torna nel tempio del basket. “E proprio per il basket non abbiamo potuto farla l’8 e 9 dicembre, rinviandola nel we della Befana”.

Simone Branciari, presidente dell’associazione Marche Brick, Luca D’Ottavio il vice: sono loro le anime di un prgeotto che piace sempre più. Al PalaSavelli ci sarà anche Corsi Giocattoli come rivenditore ufficiale di Lego. “Siamo arrivati a tremila persone in un fine settimana nelle edizioni passate. Quest’anno ci siamo posti il dilemma: ridurre e farlo in centro o confermare l’evento che attira espositori da tutta Italia?”. Sono 50 quelli che arrivano da Lazio, toscana, Veneto, Lombardia e Campania: “Una due giorni gratuita, destinata a un pubblico eterogeno. Ci sono le famiglie e ci sono i quarantenni come me e Luca” sottolinea il presidente Branciari.

Una parte sarà espositiva, con i professionisti che creano modelli non presenti in commercio, “ma frutto della fantasia degli artisti”, e una parte di gioco libero con vasche di mattoncini sfusi in cui i bambini possono costruire, sfidandosi anche in contest. “Organizziamo anche un concorso, ogni dettaglio è su www.marchebrick.it”.

Se Corsi vende gli ultimi prodotti Lego, ci sono poi gli espositori che vendono pezzi magari fuori mercato, ambiti dai ricercatori. “Verrà realizzato – precisa il vicepresidente – un grande mosaico. Ognuno realizzerà il suo pezzo, fino a formare una grande immagine di 4 metri per tre, con soggetto a sorpresa”.

Ci sarà la grande città, ci sarà la parte ingegneristica, quella medievale e il mondo delle favole: tutto rigorosamente in Lego. “Una ventina gli espositori regionali da Pesaro a San Benedetto, inclusi sangiorgesi ed elpidiensi”.

Per finire il mio progetto ho impiegato due anni e mezzo” aggiunge Luca D’Ottavio che presenterà un castello medioevale accessoriato e meccanizzato fatto con più di diecimila pezzi. “Io invece mi occupo di city e quando mi muovo per lavoro, spesso mi fermo e fotografo qualcosa che mi colpisce con l’intento di ripeterlo poi con i mattoncini. Si abbinano collezionismo e voglia di fare qualcosa che non esiste in commercio” aggiunge Branciari.

Il sogno resta di far diventare un’opera una scatola Lego, che però usa canali ufficiali con la Lego Ideas: “È un obiettivo, ma non basta avere una idea e realizzarla, bisogna coniugarlo con il marketing, con la dimensione, che influisce sulla applicabilità. Bisogna ragionare in modo industriale, mentre per ora ci muove la fantasia e il divertimento”. 

Raffaele Vitali

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