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P.S.Giorgio, obiettivo ridurre i rifiuti: doggy bag per tutti i ristoranti e nuovo ecocentro

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Le strategie di crescita di Renzo Interlenghi e Marco Ceccarani, vertici della San Giorgio Distribuzione.

PORTO SAN GIORGIO – Una squadra di due persone che guida un poll di dipendenti, “con cui ci confronteremo in ogni momento”. Il neo presidente Renzo Interlenghi, affiancato dal direttore Marco Ceccarani, partono dalla base della San Giorgio distribuzione. “Il primo pensiero va al direttore che negli ultimi cinque anni ha riequilibrato i conti della società, lavorando in piena fiducia con l’Amministrazione, in particolare con l’ex assessore Renato Bisonni che è stato il fautore della scelta di Ceccarani” esordisce Interleghi.

Guardano al 2018, c’è una priorità: “Penso alla riqualificazione della zona sud. La possibilità di decentrare l’ecocentro è una priorità, perché quel luogo in un punto turistico non è accettabile. E lo dico da fermano che vive la costa tre mesi l’anno”. Potrebbe essere trasferito in zona Santa Vittoria, tra l’altro ci sono anche finanziamenti per realizzarlo. “La scelta è del Comune, ma noi saremo uno stimolo, perché aiuterebbe anche il lavorare dei dipendenti della nostra società”.

L’anima rossa di Interlenghi emerge nella visione della società. “È dei cittadini, è un posto che non fa utili per se stessa, ma per la città. Quindi i sangiorgesi devono capire che questo gioiellino funziona se tutti rispettano determinati canoni. E penso ai conferimenti dei rifiuti: più si differenzia e minori saranno i costi della collettività”. Bravi in tanti, ma c’è una sacca che verrà colpita: “Aumenteremo i controlli, perché non è giusto che per la negligenza di qualcuno ci sia una ricaduta su tutti i cittadini”.

Obiettivo è portare le isole tecnologiche in sempre più quartieri: “Servono investimenti e serve la volontà politica. Se avverrà la riduzione dei costi potrebbe arrivare” aggiunge il presidente che vuole coinvolgere le scuole per creare un nuovo slogan per la società: “Vogliamo cambiare anche il logo. E con questa iniziativa entreremo nelle scuole, che saranno premiate, e avvicineremo i più giovani alla raccolta rifiuti”. Educare il piccolo per arrivare al grande.

In caso di emergenza, la Sangiorgio Distribuzione è pronta a intervenire: “Abbiamo parchi macchine per superare le emergenze, abbiamo sistemi per garantire servizi. Per continuare a garantire tutto questo, il Comune deve investire nella società. non può essere solo uno strumento di drenaggio di risorse finanziarie. Se acquisissimo nuovi servizi, accresceremmo anche il livello occupazionale, mentre oggi le assunzioni sono ferme. Noi però – prosegue Interlenghi, - vorremmo che la prima società pubblica di questo comune fosse un luogo di riferimento per professionalità, che altrimenti devono emigrare”.

Tanti i laureati a Porto San Giorgio in ingegneria e materie scientifiche che potrebbero avere possibilità di svolgere concretamente l’attività per la collettività, “vorremmo dargli la possibilità”. Occhio di riguardo alla sicurezza sul lavoro: valuteremo la possibilità di modernizzare il nostro parco macchine, migliorando la qualità del lavoro dei nostri operatori”. Il 2018 sarà l’anno della campagna contro gli sprechi: “Tutto quello che non si usa viene buttato, ci piacerebbe invece fornire agli operatori alberghieri e ristoratori delle vaschette per poter riconsegnare all’utente quello che non ha consumato”. Sembra una piccola cosa, ma le migliaia di persone che si servono di ristoranti e chalet diventano una grande massa. Rifiuti organici significano costi. “Immaginare di ridurre questo rifiuto organico tramite doggy bag è una strada importante” aggiunge Ceccarani prima di entrare nei numeri: “In cinque anni siamo diventanti una azienda industriale con 50 dipendenti impegnati in tre aree di attività. Abbiamo ridotto l’indebitamento del 30%. Abbiamo un piano industriale che ha retto la dinamica dei costi di struttura e dei rifiuti in spiaggia”. L’organico in discarica è passato da 65 a 72 e presto 77 euro a tonnellata. “Contenere i rifiuti diventerà un elemento chiave, perché noi possiamo solo ridurre il conferimento non potendo agire sulle tariffe”.

Sono 22mila i residenti Tari, a fronte di 16mila cittadini, il costo è di 160 euro per utenza, al di sotto della media regionale. “Non abbiamo impianti di smaltimento, ma stiamo in linea coni costi di settore. Anzi andiamo anche meglio”. In chiusura: “L’utile c’è, qualche decina di migliaia di euro per la parte rifiuti. Poi via gas il Comune incassa sempre intorno ai 360mila in virtù del contratto legato al canone del gas. Voce destinata in prospettiva a calare quando verrà gestito a livello provinciale” ribadisce Ceccarani.

Raffaele Vitali

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